Zika, scoperta proteina che protegge da malattie neurologiche

Foto di archivio (Getty Images)
2' di lettura

I ricercatori hanno dimostrato con degli esperimenti sui topi il ruolo di Cd4 nel contrastare lo sviluppo del virus nel cervello 

Gli scienziati hanno scoperto che la proteina Cd4 è in grado di proteggere chi è stato colpito da Zika dalle malattie neurologiche. Previene l’invasione del virus nel midollo spinale e nel cervello. Emerge da una ricerca compiuta dai ricercatori della Saint Louis University, pubblicata su Plos Pathogens. I risultati ottenuti potrebbero aprire la strada verso lo sviluppo di vaccini che rafforzino l’azione di queste proteine.

Aiuta la risposta immunitaria

Secondo il nuovo studio, la proteina Cd4 svolge un ruolo importante nella protezione dei topi infettati dal virus Zika. Quest’ultimo viene trasmesso dalle zanzare e colpisce anche l’uomo. È molto diffuso in Sud America e nei Caraibi. L'infezione da Zika può causare malattie neurologiche gravi negli adulti. Il team di ricerca, guidato da Amelia Kahler Pinto, ha studiato sui topi il ruolo delle cellule immunitarie nella protezione contro queste malattie, scoprendo il ruolo fondamentale della proteina nel contrastare il virus. Durante gli esperimenti, i topi privi di Cd4 hanno mostrato sintomi neurologici più gravi, come paralisi degli arti e tremori in tutto il corpo. È aumentata anche la mortalità e le concentrazioni virali nel sistema nervoso centrale. Inoltre, il trasferimento delle cellule dai topi immunizzati per Zika agli altri esemplari ha protetto questi ultimi da una dose potenzialmente letale del virus.

Contrasta la replicazione virale

Finora gli sforzi degli scienziati si erano focalizzati sulla prevenzione e il trattamento, ma erano limitati dalla mancanza di conoscenze su come potesse essere generata una risposta immunitaria protettiva contro questo agente patogeno. “Lo studio rivela l’importante ruolo delle cellule immunitarie nel fornire protezione contro l'infezione da virus Zika”, afferma Amelia Kahler Pinto. “Evidenzia la necessità di vaccini che suscitino la risposta di Cd4 per contrastare la replicazione virale all'interno del sistema nervoso centrale. Sfruttando questa nuova scoperta in futuro potrebbe essere più semplice prevenire lo sviluppo di gravi malattie neurologiche negli affetti da Zika”, conclude la scienziata.

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