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Come diagnosticare la fibromialgia: sintomi iniziali e possibili cure

I titoli di Sky Tg24 delle 8 dell'11/05

3' di lettura

Si celebra il 12 maggio la Giornata Mondiale della Fibromialgia, la malattia reumatica invisibile con una diagnosi molto complessa e in grado di condizionare pesantemente la vita di chi ne soffre 

La fibromialgia è spesso accompagnata dal soprannome di ‘malattia invisibile’, una descrizione che racconta delle grandi difficoltà di diagnosi di questa patologia reumatica di cui non si conoscono ancora le cause esatte. I sintomi estremamente vari che la caratterizzano possono infatti portare a confondere la fibromialgia con altre condizioni. Come spiegato dal portale della clinica Humanitas, si pensa ad oggi che l’insorgere di questa malattia cronica sia legato a più fattori che conducono a una compromissione del modo in cui il cervello processa il dolore, abbassando di fatto la soglia di sopportazione dei soggetti colpiti.

Fibromialgia, i sintomi principali

Come anticipato, la fibromialgia si può manifestare attraverso un ampio numero di sintomi, molti dei quali non specifici. Disturbi del sonno, poca resistenza all’attività fisica, debolezza, mal di testa, disfunzioni urinarie ma anche ansia e depressione sono solo alcuni dei possibili segnali della malattia, che comunque ha nel dolore cronico e diffuso il proprio sintomo principale. Tale dolore può riguardare diverse parti del corpo, specialmente a distribuzione simmetrica, è caratterizzato da rapidi picchi e decrescite e può essere descritto secondo l’Istituto Superiore di Sanità come “ scottante, bruciante, vibrante, martellante, profondo”.

Come diagnosticare la fibromialgia

Proprio in virtù di sintomi che non appartengono soltanto alla malattia reumatica, la diagnosi della fibromialgia è spesso difficoltosa. Esistono alcuni specifiche parti del corpo, note come tender points, nelle quali una pressione intensa può portare ad un aumento del dolore a cui viene dato un punteggio per ottenere più certezze sulla presenza della patologia. Provare forti fitte almeno in 11 dei 18 tender points, con un dolore diffuso che dura almeno tre mesi, può essere fortemente associato alla sindrome fibromialgica. Tuttavia, spesso si richiedono ulteriori analisi volte a escludere altre condizioni prima di essere certi della malattia reumatica.

Esistono cure alla fibromialgia?

Ancora oggi, i ricercatori continuano a compiere nuovi studi nella speranza di individuare nuovi percorsi terapeutici per la fibromialgia. Vista la varietà di disturbi creati da questa malattia, i pazienti affetti si rivolgono a più esperti, come reumatologi, neurologi e psicologi. La terapia farmacologica dovrebbe essere infatti affiancata idealmente da esercizio fisico moderato, tecniche di rilassamento e percorsi psicologici volti a affrontare lo stress. Tuttavia, le grandi difficoltà nel trattamento della fibromialgia portano occasionalmente anche all’utilizzo di strade non convenzionali.

Fibromialgia: è una malattia invalidante?

Indicativamente, la fascia di età più colpita dalla malattia è quella che va dai 25 ai 55 anni, con una maggiore prevalenza nelle donne. In Italia ci sono circa tre milioni di soggetti colpiti dalla fibromialgia, che ad oggi non è considerata una malattia invalidante, senza così riconoscere i grossi disagi, fisici ed economici, vissuti da chi ne soffre. Da qua nasce la lotta, portata avanti ormai da diverso tempo attraverso il Disegno di legge 299, dell’associazione CFU Italia (Comitato Fibromialgici Uniti), che spinge perché sia riconosciuta l’invalidità a tutti coloro affetti da questa malattia reumatica.

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