Mangiare grilli può fare bene all'intestino. Lo dice una ricerca

Immagine di archivio (Getty Images)
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La ricerca condotta dall'Università del Wisconsin-Madison ha dimostrato che introdurre insetti all'interno di una dieta può ridurre le infiammazioni e migliorare le condizioni del microbiota intestinale 

Dal primo gennaio 2018 gli insetti vengono classificati come alimento commestibile anche in Europa. Un'indagine svolta da Coldiretti nel 2017 ha però rilevato che il 54% degli italiani sarebbe contrario all'introduzione di grilli, millepiedi, cavallette e simili all'interno della cucina europea. Vengono percepiti come estranei alla cultura del Continente e in pochi sono disposti a mangiarli, specialmente se interi.
A inizio anno, il ministero della Salute ha dichiarato che attualmente in Italia è ancora illegale nutrirsi di insetti, ma la situazione potrebbe cambiare prossimamente. Come dimostrato da molti studi si tratta di un alimento molto proteico ed ecosostenibile, nonché facilmente digeribile e gustoso. Una ricerca condotta di recente dall'Università del Wisconsin-Madison ha inoltre scoperto che mangiare i grilli può portare numerosi benefici alla salute intestinale.

Grilli a colazione

La ricerca è stata condotta da Valerie Stull. La scienziata ha raccontato di aver assaggiato per la prima volta delle formiche fritte durante un viaggio in America Centrale e di averle apprezzate, dopo aver superato l'iniziale riluttanza. Questa esperienza l'ha spinta a verificare gli effetti dell'introduzione dei grilli all'interno della dieta di un individuo. Assieme ad alcuni colleghi ha condotto dei test clinici per comprendere l'impatto di questi insetti sul microbiota umano. L'esperimento è stato condotto su venti partecipanti in salute di età compresa tra i 18 e i 48 anni. Per due settimane, alcuni di loro hanno consumato una normale colazione, mentre gli altri si sono nutriti di muffin o frullati contenenti 25 grammi di grilli in polvere.
In seguito, per altri 14 giorni tutti i partecipanti hanno condotto una alimentazione priva di insetti. Infine, nelle ultime due settimane del test, i membri del primo gruppo hanno introdotto i grilli all'interno del pasto mattutino, mentre gli altri hanno continuato a nutrirsi normalmente.

Gli effetti sul benessere gastrointestinale

Gli scienziati hanno raccolto dei campioni biologici, feci e sangue, dai partecipanti e si sono documentati sulla loro salute gastrointestinale in tre momenti diversi: all'inizio dell'esperimento, dopo le prime due settimane e al termine del test. Valerie Stull e il suo team hanno svolto varie analisi sui campioni per verificare i livelli di zuccheri nel sangue, la salute del fegato, eventuali segni di infiammazione e cambiamenti nel microbiota intestinale.
L'introduzione dei grilli nella dieta ha causato un incremento degli enzimi metabolici, parzialmente responsabili del benessere intestinale. Inoltre, i livelli nel sangue della proteina TNF-alpha, collegata alle infiammazioni, sono diminuiti. Non sono state rilevate controindicazioni a questo tipo di alimentazione.
I risultati dell'esperimento sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports. 

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