Health, leucemia mieloide acuta e fibrosi cistica: i progressi della ricerca
Salute e BenessereNella nuova puntata, focus sulla leucemia mieloide acuta e sulle nuove prospettive offerte dalla medicina personalizzata. Nella seconda parte spazio alla fibrosi cistica, tra innovazione terapeutica, qualità di vita e nuove frontiere della ricerca
La leucemia mieloide acuta (LMA) è una forma di tumore del sangue rara, aggressiva e a rapida evoluzione che richiede una diagnosi tempestiva e una presa in carico altamente specialistica. In Italia si stimano oltre 3.500 nuovi casi all'anno e l'età media alla diagnosi è compresa tra i 68 e i 70 anni. Negli ultimi anni, tuttavia, la conoscenza sempre più approfondita dei meccanismi biologici che guidano la malattia ha aperto la strada a terapie innovative e a percorsi di cura sempre più personalizzati.
Che cos'è la leucemia mieloide acuta
La LMA nasce nel midollo osseo, dove vengono prodotte le cellule del sangue. A causa di alterazioni genetiche, alcuni precursori cellulari immaturi iniziano a proliferare in modo incontrollato, impedendo la normale produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. La malattia può manifestarsi con stanchezza intensa, anemia, infezioni frequenti, sanguinamenti o comparsa di lividi.
"Parliamo di una patologia ematologica rara e aggressiva che richiede una diagnosi rapida e una presa in carico immediata da parte di centri altamente specializzati" - spiega a Health Adriano Venditti, Professore Ordinario di Ematologia dell’Università Tor Vergata di Roma. Che aggiunge: “La diagnosi precoce è importante per definire il percorso terapeutico più appropriato".
Il ruolo delle mutazioni genetiche nelle scelte terapeutiche
Uno degli aspetti che stanno cambiando profondamente la gestione della leucemia mieloide acuta è la possibilità di analizzare il profilo genetico della malattia. Attraverso test molecolari specifici è possibile identificare mutazioni che consentono di definire meglio la prognosi e orientare le decisioni terapeutiche.
Tra queste riveste un ruolo particolarmente importante la mutazione del gene FLT3, presente in circa il 30% dei pazienti con leucemia mieloide acuta. La sua identificazione permette di individuare persone che possono beneficiare di trattamenti mirati e di strategie terapeutiche più personalizzate.
"Conoscere la presenza della mutazione FLT3 significa comprendere meglio il comportamento biologico della malattia e individuare le opzioni terapeutiche più efficaci per quel singolo paziente" - sottolinea il Professor Venditti. "È uno degli esempi più concreti di medicina personalizzata applicata all'oncoematologia" - aggiunge.
La sfida delle forme recidivate o refrattarie
Nonostante i progressi ottenuti, una parte significativa dei pazienti può andare incontro a recidiva della malattia o non rispondere adeguatamente ai trattamenti iniziali. Le forme recidivate o refrattarie rappresentano ancora oggi una delle principali sfide cliniche, soprattutto nei pazienti portatori di mutazione FLT3. Per questo motivo gli specialisti sottolineano l'importanza di ripetere le analisi molecolari anche durante l'evoluzione della malattia. La leucemia mieloide acuta, infatti, può modificare nel tempo le proprie caratteristiche genetiche, rendendo necessaria una rivalutazione continua per individuare la strategia terapeutica più adeguata.
"Le caratteristiche genetiche della leucemia possono cambiare nel corso della storia clinica del paziente - osserva Venditti - Per questo la diagnostica molecolare non è un passaggio da effettuare una sola volta, ma uno strumento fondamentale lungo tutto il percorso di cura".
Il trapianto e il rischio di recidiva
Per alcuni pazienti il trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche rappresenta una delle opportunità terapeutiche più importanti. Tuttavia il trapianto non coincide necessariamente con la conclusione del percorso assistenziale. La fase successiva richiede infatti monitoraggio clinico, sorveglianza molecolare e una stretta collaborazione tra i centri specialistici coinvolti nella gestione del paziente. In particolare, nelle forme FLT3 positive, il rischio di recidiva continua a rappresentare una preoccupazione rilevante.
"Il successo del trapianto non dipende soltanto dalla procedura, ma anche dalla capacità di garantire continuità assistenziale, controlli regolari e un accesso tempestivo alle strategie di mantenimento quando necessarie” - evidenzia il Professor Venditti.
L'importanza di un accesso equo all'innovazione
Accanto ai progressi terapeutici resta aperto il tema dell'equità di accesso alle cure. Gli esperti evidenziano la necessità di ridurre le differenze territoriali nell'accesso ai test molecolari, ai laboratori specializzati e ai percorsi terapeutici innovativi. Una diagnosi molecolare tempestiva, l'invio rapido ai centri di riferimento e la disponibilità delle nuove opzioni terapeutiche possono incidere in modo significativo sulle prospettive di cura dei pazienti.
Approfondimento
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Fibrosi cistica, quando la ricerca cambia la storia della malattia
Nella seconda parte della puntata Health focus sulla fibrosi cistica, una malattia genetica rara causata da mutazioni del gene CFTR e presente fin dalla nascita. In Italia convivono con questa patologia circa 6.000 persone.
Ospiti della trasmissione Carlo Castellani, Direttore Scientifico della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica e responsabile del Centro Fibrosi Cistica dell'Istituto Giannina Gaslini di Genova e Giulia Vrenna, che con la fibrosi cistica ci convive da tempo.
"Negli ultimi decenni l'organizzazione delle cure e i progressi della ricerca hanno modificato profondamente la storia naturale della malattia" - racconta Castellani. Che aggiunge: “Oggi molte persone con fibrosi cistica raggiungono l'età adulta, studiano, lavorano e progettano il proprio futuro".
Particolare attenzione meritano i farmaci modulatori della proteina CFTR, terapie innovative che stanno cambiando la vita di molti pazienti ma che non sono ancora efficaci per tutte le mutazioni genetiche. Circa il 30% delle persone con fibrosi cistica resta infatti ancora privo di un trattamento specifico in grado di correggere il difetto alla base della malattia.
"La grande sfida della ricerca è arrivare a una cura efficace per tutti, senza lasciare indietro nessuno - conclude Castellani per questo continuiamo a investire nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche, dall'editing genomico alla medicina personalizzata".
Una puntata dedicata a due patologie rare e molto diverse tra loro ma accomunate da un elemento decisivo: il ruolo della ricerca scientifica nel trasformare diagnosi un tempo drammatiche in percorsi di cura sempre più personalizzati e promettenti.