Batterio mangiacarne trovato nello stretto di Messina, allerta per il Vibrio vulnificus

Salute e Benessere
©Getty

Dopo le segnalazioni negli Usa, dove sono stati registrati oltre 10 casi di infezione da Vibrio Vulnificus, anche nelle acque tra la Sicilia e la Calabria è stata rinvenuta la presenza del batterio. Si tratta di un patogeno che vive nelle acque marine e salmastre e che, in caso di contatto di una ferita aperta, acqua contaminata o consumo di molluschi crudi o poco cotti, può provocare anche gravi infezioni dei tessuti molli

ascolta articolo

Scatta l'allerta per il batterio mangiacarne nello Stretto di Messina. Dopo le recenti segnalazioni negli Stati Uniti, dove sono stati registrati oltre 10 casi di infezione da Vibrio Vulnificus, anche nelle acque tra la Sicilia e la Calabria è stata rinvenuta la presenza del batterio. Si tratta di un patogeno che vive nelle acque marine e salmastre e che, in caso di contatto di una ferita aperta, acqua contaminata o consumo di molluschi crudi o poco cotti, può provocare anche gravi infezioni dei tessuti molli.

Che cos'è il “batterio mangiacarne”

Il Vibrio vulnificus è un batterio che vive nelle acque marine e salmastre e può infettare l’uomo attraverso il contatto di una ferita aperta con acqua contaminata oppure attraverso il consumo di molluschi crudi o poco cotti, in particolare le ostriche. Il batterio è associato alla cosiddetta “infezione mangia-carne” perché, in alcuni casi, può provocare una grave infezione dei tessuti molli, fino alla fascite necrotizzante. Le infezioni della ferita possono causare inizialmente dolore, arrossamento, gonfiore e aumento della temperatura della zona colpita, per poi evolvere rapidamente. Tra gli altri sintomi ci sono anche la comparsa di vesciche, le alterazioni del colore della pelle e le secrezioni. Nelle forme sistemiche si possono manifestare febbre, brividi, abbassamento della pressione e lesioni cutanee.

La diffusione del batterio

A determinare la diffusione del batterio è l’aumento delle temperature. Nell’estate di quest'anno, con l'ondata di caldo record in gran parte dell'Europa, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha alzato la guardia su questo patogeno. "Dopo la recente ondata di calore nell'Europa centrale, il rischio" di infezioni da batteri Vibrio "è aumentato rapidamente, raggiungendo livelli insolitamente elevati per questo periodo dell'anno", ha scritto l'Ecdc. "Le temperature estive più calde possono creare condizioni favorevoli" per la proliferazione di questi patogeni "nelle acque costiere”. E ancora: “Sebbene le infezioni rimangano relativamente rare in Europa, possono verificarsi a seguito dell'esposizione di ferite o del consumo di molluschi crudi o poco cotti". Per un'informazione in tempo reale sulle zone interessate, l'Ecdc ha pubblicato una versione aggiornata di “Vibrio Viewer”, uno strumento che prevede le aree marine con condizioni ambientali più propizie a questo tipo di batteri.

Leggi anche

Tropea, migliora il bimbo ricoverato: ipotesi infezione da più batteri

Salute e benessere: Più letti