Sigarette, al via la raccolta firme per aumentare di 5 euro il prezzo
Salute e BenesserePrima iniziativa popolare in Italia per alzare il costo di tutti i prodotti da fumo. Promuovono AIOM, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. Ecco come firmare e perché questa misura potrebbe cambiare la salute degli italiani
Per anni la richiesta è rimasta inevasa. Nessun governo, nonostante appelli ripetuti da oncologi e associazioni scientifiche, ha introdotto un aumento significativo del prezzo delle sigarette. Così AIOM, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM hanno deciso di muoversi in autonomia: parte oggi una raccolta firme per presentare alle Camere una legge d’iniziativa popolare che punta ad aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese sigarette elettroniche e tabacco riscaldato.
Perché nasce la proposta: i quattro punti chiave
Chiunque abbia compiuto 18 anni può firmare tramite la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando SPID, CIE o CNS.
Questo il link: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5600002
Servono 50mila firme. La campagna si chiama 5eurocontroilfumo.it. Ecco i punti chiave della proposta.
1. Il fumo uccide: 93mila morti l’anno
Ogni anno in Italia il tabacco provoca oltre 93.000 decessi. Il fumo è associato a circa una neoplasia su tre e coinvolge molti distretti: non solo polmone, ma anche vescica, rene, cavo orale, laringe e altri organi. Il fumo passivo resta un rischio spesso sottovalutato.
2. Un costo sociale enorme: 26 miliardi di euro
Le patologie fumo-correlate generano 26 miliardi di euro l’anno tra spese sanitarie e perdite di produttività. Solo i ricoveri imputabili al tabacco pesano sul Sistema Sanitario Nazionale oltre 1,64 miliardi di euro secondo quanto riportato da uno studio dell’Istituto Mario Negri.
3. L’Italia tra i Paesi con i prezzi più bassi
Il costo medio di un pacchetto è 5-6 euro, molto meno rispetto ad altri Paesi europei. Gli aumenti finora sono stati minimi e spesso più orientati alle entrate fiscali che alla tutela della salute.
4. Dove il prezzo sale, i fumatori diminuiscono
Lo dicono OMS e esperienze internazionali: più i prezzi aumentano, più i fumatori calano. In Francia e Irlanda, dove un pacchetto costa 11–15 euro, i tabagisti — soprattutto adolescenti — sono diminuiti in modo significativo.
Fumo e cancro: perché riguarda quasi tutti gli organi (e una quota enorme di diagnosi)
Va detto con chiarezza: il consumo di tabacco rappresenta uno dei più potenti acceleratori del rischio oncologico, incide su un’ampia gamma di tumori ed è, ancora oggi, la principale causa di cancro che possiamo prevenire.
In Italia, circa il 27% dei tumori è attribuibile al fumo.
- Il fumo causa o aumenta il rischio di almeno 17 tipologie di cancro, interessando quasi tutti gli organi lungo le vie aero-digestive superiori e oltre (polmone, laringe, faringe, cavo orale, esofago, vescica, rene, pancreas, stomaco, fegato, cervice uterina, colon-retto in alcuni studi, leucemie mieloidi, ecc.).
- Il 90% circa dei tumori del polmone è legato al tabacco.
Il fumo non “provoca ogni tumore”, ma è determinante per una quota molto elevata delle diagnosi e coinvolge la maggior parte degli organi con un gradiente di rischio variabile. È il bersaglio preventivo più efficace in sanità pubblica.
“Cinque euro in più cambiano tutto”: le parole del presidente AIOM, Massimo Di Maio
“Cinque euro in più significa quasi raddoppiare il prezzo attuale delle sigarette, trasformandole in una spesa non più sostenibile per molti, a partire dagli studenti e dai giovani lavoratori” - spiega il Professor Massimo Di Maio, presidente AIOM. E aggiunge: “In Francia e in Irlanda lo abbiamo già visto: quando il prezzo sale in modo netto, i fumatori — e in particolare gli adolescenti — diminuiscono in modo consistente. E non riguarda solo i giovani: anche gli adulti, smettendo, vedrebbero benefici immediati sia sulla salute sia sul portafogli”.
Firmare per salvare vite (e risorse pubbliche)
Secondo i promotori, un aumento di 5 euro potrebbe tagliare del 37% il consumo di tabacco. “Per ogni settimana di fumo — ricorda il Professor Francesco Perrone, Presidente di Fondazione AIOM — un tabagista perde un giorno di vita”. Meno fumo significa meno decessi e meno malattie e un alleggerimento della spesa per il Servizio Sanitario Nazionale.
Adolescenti, l’emergenza che preoccupa di più
In Italia, quasi un quarto degli adulti fuma. Tra i giovani il quadro è critico:
- 30,2% dei 14–17enni usa almeno un prodotto tra sigarette, e‑cig e tabacco riscaldato
- è raddoppiato il policonsumo (più prodotti insieme)
- nonostante i divieti, i minori accedono facilmente ai dispositivi
“Il prezzo — ricorda la Professoressa Giulia Veronesi, Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi — è il deterrente più efficace: se sale, i consumi scendono. Lo confermano anche i nostri sondaggi”.
Un appello alla politica
“Per portare la proposta in Parlamento servono almeno 50mila firme — sottolinea Daniele Finocchiaro, Consigliere Delegato di Fondazione AIRC. Serve una mobilitazione collettiva: società scientifiche, associazioni di pazienti, comunità civile”. E conclude: “Auspichiamo che le Istituzioni colgano l’urgenza di una norma che prevenga le malattie correlate al fumo. Investire in prevenzione significa investire nel futuro del Paese”.
Come firmare
- Accedi alla piattaforma del Ministero della Giustizia
- Autenticati con SPID, CIE o CNS
- Cerca la campagna “5 euro contro il fumo”
- Firma digitalmente la proposta di legge
Servono 50.000 firme per depositare ufficialmente il testo in Parlamento.