Cina, 3.424 casi covid: è il numero più alto da 3 mesi

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L’epidemia di Hainan è diventata la più grande del Paese da quando Shanghai è stata chiusa in primavera

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Salgono ancora i casi di covid-19 in Cina. Dopo i 2.888 di martedì 16 agosto, si è arrivati a quota 3.424 mercoledì 17 agosto, facendo toccare i massimi livelli dallo scorso 8 maggio. A seguito dei focolai nell’isola meridionale di Hainan, considerate le Hawaii cinesi, dove il virus continua a diffondersi a macchia d’olio nonostante i pensanti lockdown, la situazione appare sempre più critica. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI)

I dati in dettaglio

L’epidemia di Hainan è diventata la più grande del Paese da quando Shanghai è stata chiusa in primavera. Con la pandemia concentrata nella città turistica di Sanya, le infezioni accertate sono state 614, con 2.810 portatori asintomatici, secondo i dati diffusi nella giornata di giovedì 18 agosto dalla Commissione sanitaria nazionale. Nell’isola sarebbero ancora bloccati migliaia di turisti, con molti di questi che avrebbero iniziato a protestare contro le severe misure di lockdown imposte, dopo essere rimasti bloccati per più di 10 giorni. Nonostante l’aeroporto di Sanya abbia riaperto lo scorso lunedì 15 agosto, sono ancora molti i disagi, con i tempi di attesa che rimangono lunghi. Lo stesso lunedì, molti passeggeri avrebbero denunciato voli cancellati all’ultimo, e una disponibilità incerta da parte del personale. Si registrano situazioni difficili anche in Tibet, con 19 contagi accertati e 870 asintomatici; nello Xinjiang, con rispettivamente 9 contagi accertati e 224 asintomatici, e nello Shaanxi, con 36 positivi e 39 asintomatici.

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Ha fatto molto discutere in questi giorni un video registrato in un negozio Ikea di Shanghai. La notizia di un ‘contatto diretto’ di caso covid, avrebbe provocato una vera e propria fuga da parte di centinaia di clienti dal centro commerciale, con gli stessi terrorizzati di finire di nuovo nel cerchio delle quarantene che continua a caratterizzare la strategia politica ‘zero’ covid del governo cinese. Per le persone che si trovavano all’interno dello stabile, due giorni di quarantena e cinque di sorveglianza. La rabbia delle persone mostrata contro le guardie del centro commerciale, che hanno provato a tenere chiuse le porte dell’ingresso per non far scappare i clienti, evidenziano la stanchezza psicologica della popolazione cinese, sottoposta, negli ultimi due anni, ad un vero e proprio stress psico-fisico.

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