Usa, morto il primo uomo a cui è stato trapiantato un cuore di maiale

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Il decesso è avvenuto l'8 marzo dopo due mesi dall'intervento sperimentale, a cui il paziente aveva deciso di sottoporsi perché rimasto senza alternative. Lo ha annunciato l'ospedale dell'Università del Maryland, dove l'uomo era ricoverato

 

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È deceduto il primo paziente al mondo a ricevere un trapianto di cuore da un maiale geneticamente modificato. Lo ha annunciato l'ospedale dell'Università del Maryland, dove David Bennett, 57 anni, era ricoverato. Il decesso è avvenuto l'8 marzo 2022 dopo due mesi dall'intervento sperimentale, a cui l'uomo aveva deciso di sottoporsi perché rimasto senza alternative. "Le sue condizioni hanno iniziato a peggiorare diversi giorni fa. Dopo che è diventato chiaro che non si sarebbe ripreso, gli sono state somministrate cure palliative. È riuscito a parlare con la sua famiglia nelle sue ultime ore di vita", riporta un comunicato dell'ospedale.

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Il paziente, residente nel Maryland e affetto da una gravissima malattia cardiaca, era stato ritenuto non idoneo per un trapianto di cuore convenzionale presso diversi centri di trapianti. Per questo, la Food and Drug Administration, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti farmaceutici, aveva concesso l'autorizzazione di emergenza per l'intervento chirurgico nella speranza di salvargli la vita. Così, lo scorso 7 gennaio, Bennett era stato trapiantato con un cuore nuovo di zecca fatto crescere in un maiale geneticamente modificato: una novità assoluta in campo medico.
Dopo l'intervento chirurgico, si legge nel comunicato, "il cuore trapiantato ha funzionato molto bene per diverse settimane senza alcun segno di rigetto. Il paziente ha potuto trascorrere del tempo con la sua famiglia, ha assistito al Super Bowl con il suo fisioterapista e ha parlato spesso di voler tornare a casa dal suo cane Lucky".

"Ha combattuto fino alla fine"

“Siamo devastati per la perdita del signor Bennett. Ha dimostrato di essere un paziente coraggioso e nobile che ha combattuto fino alla fine. Esprimiamo le nostre più sincere condoglianze alla sua famiglia", ha commentato Bartley Griffith, il responsabile del programma trapianti del Centro medico dell’Università del Maryland. "Come con qualsiasi intervento chirurgico di trapianto primo al mondo, questo ha portato a preziose informazioni che si spera possano essere utili per migliorare i risultati e fornire benefici salvavita ai futuri pazienti", ha aggiunto.

 

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