Covid, sono 1.913 i medici sospesi in Italia per mancata vaccinazione

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Secondo i numeri comunicati dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici, sono il 7,2% del totale i medici che, sulla piattaforma del Green pass, risultano "inadempienti". Ma, “si tratta di un dato grezzo che non fotografa la situazione reale”, ha puntualizzato il presidente Fnomceo Filippo Anelli

Sono attualmente 1.913 i medici e gli odontoiatri sospesi dagli Albi dei Medici e degli Odontoiatri italiani per non essersi ancora vaccinati contro il Covid-19: lo 0,4% degli iscritti, che sono in tutto 467.611. Sono i numeri comunicati dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), che sottolinea come al momento siano tuttavia 33.534 (il 7,2% del totale) i medici che, sulla piattaforma del Green pass, risultano inadempienti. Ma, "si tratta di un dato grezzo che non fotografa la situazione reale, perché comprende, ad esempio, anche i colleghi che non possono vaccinarsi o che devono differire la dose per motivi di salute, quelli che sono risultati positivi al Covid e devono quindi posticipare l'appuntamento, quelli che sono in attesa del booster avendo già la prenotazione. E poi, quelli che si sono vaccinati all'estero, e che non sono stati registrati sulla piattaforma italiana", ha puntualizzato il presidente Fnomceo Filippo Anelli. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

Fnomceo: "Partite le prime sospensioni"

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Come disposto dal DL 172 spetta agli Ordini degli esercenti le professioni sanitarie la verifica automatizzata, attraverso la Piattaforma nazionale del Digital green certificate, del possesso delle certificazioni verdi comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Covid-19, comprensiva della dose booster.
Una volta ricevute le segnalazioni, gli Ordini invitano via pec gli iscritti a fornire, entro cinque giorni dalla ricezione della richiesta, la documentazione comprovante l'effettuazione della vaccinazione, o il certificato di esenzione o di differimento, o la prenotazione per la dose, che deve poi essere effettuata entro 20 giorni. In quest'ultimo caso, il sanitario dovrà, entro tre giorni, inviare il certificato vaccinale. "La prima estrazione dei dati, fatta il 20 dicembre ha segnalato oltre 60mila nominativi, che si sono oggi dimezzati: segno che molti colleghi hanno comunicato di essersi messi in regola. Sono partite anche, dopo gli opportuni accertamenti, le prime sospensioni e altre sono in arrivo", ha sottolineato Anelli. "Ringraziamo gli Ordini territoriali per il loro lavoro. Si tratta di un grosso onere che è però collegato alla responsabilità propria degli Ordini, quella della tenuta degli Albi. L'intento non è punitivo. L'obiettivo è tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nella erogazione delle prestazioni di cura. Se poi vengono rilevate anche infrazioni deontologiche, come accade, ad esempio, con i sanitari che diffondono messaggi no-vax, in parallelo saranno aperti anche procedimenti disciplinari", ha concluso Anelli.

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