Silvestri: "Il Covid sembra raffreddorizzarsi ma solo per i vaccinati"

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Secondo l'immunologo e virologo Guido Silvestri, che da 30 anni lavora sui vaccini negli Stati Uniti, "è venuto il momento di essere più elastici con le quarantene: rischiamo di bloccare tutto". Lo ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera

L'andamento dell'epidemia di Omicron e l'importanza della vaccinazione anti-Covid. Sono alcuni dei temi affrontati dall'immunologo e virologo Guido Silvestri, direttore del Dipartimento di Patologia generale e medicina di laboratorio alla Emory University di Atlanta, che da 30 anni lavora sui vaccini negli Stati Uniti, in un'intervista al Corriere della Sera.
Commentando gli ultimi numeri dell'emergenza coronavirus in Italia, a fronte della diffusione della variante Omicron, Silvestri ha invitato la popolazione ad "avere fiducia", "nonostante una crescita dei contagi che sembra una valanga". La speranza, ha aggiunto, è "che il virus si stia raffreddorizzando" ma solo per i vaccinati. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

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"Non sono le feste che ci immaginavamo e abbiamo ancora davanti un periodo difficile. Ma, i dati che raccogliamo ogni giorno indicano che la variante Omicron, benché molto trasmissibile, è meno aggressiva e molto di rado ha conseguenze serie sui vaccinati", ha dichiarato, sottolineando che la controprova si ha dai numeri dei ricoveri negli ospedali, che "non sono sotto pressione nemmeno a Londra con un milione di contagiati".
Commentando le recenti dichiarazioni dell'immunologo Sergio Abrignani, secondo cui senza i ricoveri dei non vaccinati, l’Italia sarebbe oggi tutta in zona bianca e non gialla con rischi arancioni o rossi, il virologo ha dichiarato: "È vero. Ormai sono quasi due malattie diverse. Chi non si vaccina sulla base della sua idea di libertà individuale fa pagare un prezzo alto agli altri e rischia moltissimo lui stesso. No-vax l’80 per cento di ricoverati: riflettano su questo i milioni di italiani che ancora rifiutano il vaccino".

"È il momento di essere più elastici con le quarantene"

Quanto ai tempi dell'isolamento attualmente previsti per chi ha contratto il virus o ha avuto contatti con positivi, secondo Silvestri "è venuto il momento di essere più elastici con le quarantene" o si rischia "di bloccare tutto".
Secondo il virologo chi guarisce e risulta negativo a due test rapidi potrebbe tornare a lavoro. "Abbiamo troppi medici e paramedici giovani, asintomatici, bloccati a casa. Non possono curare altri malati, cardiovascolari, di cancro o altro, che hanno bisogno di loro. E anche le linee guida del Cdc vanno in questa direzione", ha aggiunto commentando la decisione del Centers for Disease Control and Prevention che negli Stati Uniti ha ridotto della metà la durata consigliata dell'isolamento per i soggetti asintomatici, da dieci a cinque giorni.

"Teniamo la guardia alta, ma dati incoraggianti"

Sempre in riferimento all'andamento della pandemia in Italia, Silvestri ha sottolineato che "non dobbiamo rilassarci, anche perché i contagi saliranno ancora, forse fino a 120 mila al giorno", ma "i dati continuano a essere incoraggianti". "Guardiamo soprattutto il Sud Africa, il primo Paese dove si è diffusa Omicron: mezzo milioni di malati e pochi decessi. Giorno dopo giorno i dati non peggiorano. Mortalità allo 0,28% rispetto al 2,5-4% dell’inizio della pandemia. È un calo del 90%. E il Sud Africa ha solo il 42% di vaccinati", ha spiegato.

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