Vaccini Covid, principe Harry: "Le case farmaceutiche condividano i brevetti"

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In un filmato, il duca di Sussex ha paragonato il coronavirus all'Hiv accusando "l'avidità delle case farmaceutiche e il fallimento politico" di aver prolungato la pandemia e rinnovando il suo appello affinché le aziende condividano la loro tecnologia per il vaccino

Il principe Harry in prima linea per la sensibilizzazione su un tema delicato come l'Aids. In un video pubblicato ieri, in occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids, il duca di Sussex ha paragonato il coronavirus Sars-CoV-2 all'Hiv accusando "l'avidità delle case farmaceutiche e il fallimento politico" di aver prolungato la pandemia e rinnovando il suo appello affinché le aziende condividano la loro tecnologia per il vaccino in modo che possa essere consegnato ai Paesi più poveri. Lo riporta il Guardian. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

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"Ci sono sorprendenti parallelismi tra il Covid-19 e un'altra pandemia mortale, emersa 40 anni fa: l'Hiv. Questa è una storia su come l'avidità aziendale e il fallimento politico hanno prolungato entrambe le pandemie”, ha sottolineato il principe Harry nel filmato, arricchito da clip di Lady Diana, che proprio come lui negli anni '80 e '90 si era battuta in prima linea nel tentativo di rompere lo stigma vissuto dalle persone malate di Aids. "Eliminando i monopoli sui vaccini e condividendo la tecnologia, anche le aziende nei Paesi in via di sviluppo possono iniziare a produrre vaccini contro il Covid-19", ha aggiunto.

La lettera al direttore generale dell'Oms

Sempre nella giornata di ieri, il duca di Sussex ha scritto una lettera indirizzata a Tedros Adhanom, direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), e Winnie Byanyima, direttore esecutivo dell'Unaids, in cui spiega che è necessario trarre insegnamenti "dalla pandemia di Hiv/Aids, dove milioni di persone sono morte inutilmente a causa di profonde iniquità nell'accesso alle cure".
"Vaccinare il mondo è una prova del nostro carattere morale e stiamo vivendo un grande fallimento quando si tratta di equità vaccinale globale. Come per la crisi dell'Aids, abbiamo rivelato ancora una volta nell'ultimo anno che il valore della vita dipende dal fatto che si sia nati e/o si viva in una Nazione ricca o in un Paese in via di sviluppo”, ha sottolineato, per poi definire "preoccupante" l'emergere della nuova variante Omicron.

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