Sla, studio: nuove prospettive di diagnosi con Intelligenza artificiale

Salute e Benessere
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Analizzando piccole particelle lipidiche presenti nel sangue sarebbe possibile diagnosticare precocemente la Sclerosi Laterale Amiotrofica, e prevedere come e quanto velocemente evolverà. A indicarlo sono i risultati di un nuovo studio italiano, pubblicato su Molecular Neurodegeneration

 

Analizzando piccole particelle lipidiche presenti nel sangue (vescicole extracellulari), grazie all'Intelligenza artificiale, sarebbe possibile diagnosticare precocemente la Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla), e prevedere come e quanto velocemente evolverà. A indicarlo sono i risultati di un nuovo studio italiano, pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Neurodegeneration, a cui ha preso parte anche l'Università di Padova.

Lo studio nel dettaglio

Nel corso dello studio, il team di ricerca, coordinato da Valentina Bonetto, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e da Manuela Basso dell’Università di Trento, ha utilizzato modelli di Intelligenza artificiale per predire se le vescicole extracellulari, prelevate tramite un semplice prelievo del sangue, appartenevano a un individuo sano o affetto da patologia degenerativa.
"Abbiamo sviluppato un protocollo rapido che permette di misurare le caratteristiche delle vescicole extracellulari nel sangue dei pazienti affetti da Sla", ha spiegato Laura Pasetto dell’Istituto Mario Negri, tra i ricercatori che hanno condotto lo studio. "Abbiamo decodificato le informazioni derivanti da queste piccole particelle lipidiche circolanti nel sangue e abbiamo capito come distinguere questi pazienti da altri affetti da diverse malattie neurologiche e muscolari". I risultati aprono la strada a nuove prospettive di diagnosi per la Sla, una patologia la cui diagnosi solitamente implica diverse indagini mediche ripetute nel tempo da parte di un neurologo esperto. La ricerca è stata finanziata principalmente dal ministero della Salute nell'ambito del progetto di ricerca finalizzata "Giovani ricercatori", di cui Laura Pasetto e Basso sono rispettivamente responsabile e co-responsabile, e dal programma europeo "Marie-Sklodowska-Curie Individual Fellowships".

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