Irreperibili dopo tampone positivo per evitare la quarantena, cosa si rischia

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Solo in Veneto sono stati segnalati 783 casi, 250 a Roma da inizio agosto. Chi viola la quarantena rischia una sanzione amministrativa, che va dai 400 ai 3mila euro. Ma c'è chi ipotizza anche il reato di epidemia colposa

Aumentano i casi dei "positivi irreperibili",  quelli che dopo il tampone staccano il cellulare per fuggire alla quarantena e probabilmente per salvare le vacanze. Solo in Veneto, come spiega il Messaggero, ne sono stati contati 783, mentre a Roma le segnalazioni sono oltre 250 da inizio agosto. Dopo le telefonate a vuoto della Asl, iniziano a scattare le denunce. Ma cosa rischia chi fa perdere le proprie tracce dopo essere risultato positivo al coronavirus? "Chi è consapevole di essere positivo e si sottrae alla quarantena va incontro a un rischio penale. Omettere i dati nella consapevolezza di essere positivi significa avvantaggiare il virus e questo sicuramente può dare adito a una colposità", ha spiegato Alessio D’Amato, assessore alla Sanità del Lazio. (VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

Multe fino a 3mila euro

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Nello specifico, come riporta la fonte, chi viola la quarantena rischia una sanzione amministrativa che va dai 400 ai 3mila euro. Ma l'assessore alla Sanità della Puglia, Pier Luigi Lopalco, ipotizza il reato di epidemia colposa. "Se non si rispetta l’isolamento, sapendo di essere positivi, c’è un articolo apposito del codice penale – ha dichiarato – stiamo parlando di un comportamento molto pericoloso: se viene meno il tracciamento, salta il controllo del focolaio epidemico. È un atto contro i propri affetti, ma anche contro la comunità".

Fuga dalla quarantena: numeri e indirizzi falsi

Tra i trucchi per schivare l'isolamento, c'è chi fornisce numeri di cellulari falsi o chi dichiara sul modulo del test indirizzi inventati. Ma la maggior parte dei "positivi irreperibili" semplicemente non risponde alle chiamate dell'Asl. E quasi tutti dopo essere risultati positivi al tampone rapido in farmacia non si presentano in ospedale o al drive-in per sottoporsi al molecolare, che fa scattare ufficialmente la quarantena. Alcune Regioni hanno adottato una linea dura contro questi soggetti. "Violare l’isolamento da contagiati è un atto estremamente grave, per questo da parte delle nostre Asl c’è la massima severità, ogni caso è stato denunciato alle forze dell’ordine e sarà così in futuro", ha spiegato il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio. L’Asl dell’Aquila ha già spedito due segnalazioni alla Questura. "Ma dopo l’intervento della Polizia, in genere queste persone collaborano", ha sottolineato il direttore dell’unità di Epidemiologia dell’Asl Abruzzo 1, Enrico Giansante.

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