L’obesità in adolescenza può aumentare il rischio di ictus sotto i 50 anni: lo studio

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Si tratta del risultato emerso da un lavoro di ricerca pubblicato sulla rivista scientifica "Stroke", che fa parte dell'American Stroke Association, una divisione dell'American Heart Association. Ad essere esaminati, sono stati i dati di 1,9 milioni di persone tratti da due database nazionali, ovvero l’Israel Defense Forces e l’Israeli National Stroke Registro

Essere in sovrappeso o obesi nel corso dell’adolescenza può essere associato ad un rischio più elevato di avere un primo ictus anche prima dei 50 anni. A lanciare l’allarme è un nuovo lavoro di ricerca, pubblicato sulla rivista scientifica “Stroke”, che fa parte dell'American Stroke Association, una divisione dell'American Heart Association.

Analizzati i dati di 1,9 milioni di persone

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La ricerca, hanno spiegato gli studiosi, è partita dal dato secondo cui i tassi di obesità adolescenziale e gli ictus tra gli adulti continuano ad aumentare a livello globale, sebbene il legame effettivo tra queste due condizioni non sia ancora del tutto chiarita dagli studi sul tema. Protagonista dello studio il team di ricercatori dell'Università Ebraica di Gerusalemme, che ha analizzato i dati di 1,9 milioni di uomini e donne tratti da due database nazionali, ovvero l’Israel Defense Forces e l’Israeli National Stroke Registro.

L’iter della ricerca

Gli esperti hanno incrociato i dati a loro disposizione, considerando che tutti i partecipanti al database erano stati sottoposti ad un esame medico completo, in lasso temporale compreso tra il 1985 ed il 2013. Durante il periodo di osservazione programmato, svoltosi tra il 2014 e il 2018, i ricercatori hanno così compreso come, a livello complessivo, si siano verificati 1.088 ictus, di cui 921 ictus ischemici e 167 ictus emorragici. L’ictus ischemico, come spiega un articolo pubblicato sul sito del Ministero della Salute, “si verifica quando un’arteria che irrora l’encefalo viene ostruita dalla formazione di una placca aterosclerotica e/o da un coagulo di sangue che si forma sopra la placca stessa (ictus trombotico) oppure da un coagulo di sangue che proviene dal cuore o da un altro distretto vascolare (ictus trombo-embolico)”. Di tutti gli ictus, dicono gli specialisti, circa l’80% è proprio di natura ischemica. L’ictus emorragico, invece, si verifica quando “un’arteria situata nell’encefalo si rompe, provocando così un’emorragia intracerebrale non traumatica (forma che rappresenta il 15-20% di tutti gli ictus) oppure nello spazio sub-aracnoideo, una membrana protettiva del cervello”. Quest’ultima forma rappresenta circa il 3%-5% di tutti gli ictus e l’ipertensione ne è quasi sempre la causa.

Le conclusioni degli esperti

I ricercatori israeliani hanno sottolineato come l'indice di massa corporea da adolescenti rilevata nei pazienti esaminati fosse direttamente correlata al rischio di avere un ictus ischemico prima dei 50 anni. Ma, rispetto ai partecipanti di peso normale, gli adolescenti che erano nella categoria in sovrappeso erano coinvolti da un rischio due volte più alto, mentre gli adolescenti obesi hanno visto il fattore di rischio salire a 3,4 volte più alto. Dopo aver valutato l'eventuale presenza di diabete di tipo 2 come fattore di rischio aggiuntivo, i ricercatori hanno concluso che gli adolescenti che erano nella categoria in sovrappeso o quelli obesi avevano ancora una probabilità più elevata di ictus pari, rispettivamente, ad 1,6 volte e 2,4 volte, al di là del sesso. I risultati ottenuti, ha spiegato Gilad Twig, professore presso la facoltà di Medicina dell’ateneo israeliano, “sottolineano l'importanza di un trattamento efficace del sovrappeso e del mantenimento di un indice di massa corporea normale durante l'adolescenza", ha detto.

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