Covid, scuola: per i presidi difficile il rientro il 7 gennaio

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“La ripresa in presenza il 7 gennaio presenta diverse criticità. Il problema principale riguarda la mancata o insufficiente riorganizzazione dei trasporti”. A dirlo è il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli

Proseguono le conversazioni e le discussioni per la prossima riapertura delle scuole, inizialmente prevista all’inizio di gennaio 2021. “La ripresa del 7 gennaio, soprattutto per quanto riguarda le scuole superiori presenta diverse criticità" ha infatti confermato il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi (Anp) Antonello Giannelli in un intervento odierno, martedì 29 dicembre a TGCOM24.

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Per quanto concerne la riapertura delle scuole di vari ordini e grado al 7 gennaio, “il problema principale - ha aggiunto Giannelli - riguarda la mancata o insufficiente riorganizzazione dei trasporti che sta costringendo i Prefetti a chiedere alle scuole di effettuare dei turni di entrata in orari scaglionati molto impegnativi”. “In particolare – ha proseguito il presidente di Anp - far uscire da scuola i ragazzi alle 15.00 o alle 16.00, soprattutto per studenti pendolari, comporterà un rientro a casa in orari che causeranno difficoltà sia alle famiglie che allo studio domestico”. “Anche il personale scolastico potrebbe subire le conseguenze negative di questa turnazione estrema: si pensi a docenti di istituti tecnici o professionali il cui orario di lezione potrebbe iniziare alle 8 per terminare alle 16" ha poi precisato.

 

Le richieste dei presidi

Antonello Giannelli, a capo dell'Associazione Nazionale Presidi ha fatto sapere quelle che sono le richieste dei dirigenti scolastici. Chiediamo – ha detto - oltre a un più ampio coinvolgimento dei dirigenti scolastici nelle scelte dei tavoli prefettizi, una maggiore gradualità nell'incremento della percentuale di studenti in presenza: solo una settimana al 50% è un tempo troppo limitato che non consentirà alle scuole di riorganizzare, per l'ennesima volta, l'orario”. “Come ripetiamo da tempo, è auspicabile riportare i ragazzi in classe prima possibile, ma questo va fatto - ha concluso - creando le giuste condizioni altrimenti saranno solo le scuole, gli studenti e le famiglie a pagare le conseguenze della insufficiente riorganizzazione dei trasporti".

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