Coronavirus Cina, l'annuncio di CanSino Biologics: "Vaccino somministrato ai militari"

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A riferirlo è la stessa azienda sviluppatrice di Hong Kong, in un file inviato alla Borsa.  Il via libera della sua sperimentazione su larga scala sarebbe arrivato dalla Commissione militare centrale il 25 giugno

La Cina avrebbe approvato la somministrazione di un candidato vaccino contro il Covid-19 ai suoi soldati. A riferirlo è la stessa l’azienda sviluppatrice, CanSino Biologics di Hong Kong, in un file inviato alla Borsa. 

Come riporta il New York Times, il via libera della sua sperimentazione su larga scala sarebbe arrivato dalla Commissione militare centrale il 25 giugno. Il test sui militari, stando a quanto noto, dovrebbe durare un inteno anno. Ad ora è ancora incerta la portata dell’iniziativa, in quanto il numero di soldati coinvolti nel test non sarebbe stato comunicato per "ragioni di privacy commerciale". 

Il candidato “antidoto” si chiama Ad5-nCoV ed è stato messo a punto da CanSino in collaborazione con Beijing Institute of Biotechnology, un istituto di ricerca dell'Accademia delle Scienze militari cinesi (AMS).  

 

È uno degli 8 candidati vaccini cinesi

 

Stando alla fonte, Ad5-nCoV è uno degli otto candidati vaccini cinesi approvati per studi sull'uomo nel Paese e all'estero contro la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus.

I risultati degli studi clinici di fase 1 e 2, pubblicati sulla rivista specializzata The Lancet, sembrano suggerire che Ad5-nCoV avrebbe il potenziale per prevenire lo sviluppo del coronavirus. Tuttavia, la sua efficacia dev’essere ancora confermata e verificata. 

“L’Ad5-nCoV è attualmente limitato al solo uso militare e il suo utilizzo non può essere esteso a una gamma più ampia di vaccinazioni senza l'approvazione del dipartimento di supporto logistico", ha spiegato CanSino, riferendosi al dipartimento della Commissione militare centrale che ha approvato l'uso militare del vaccino.

Come funziona il candidato vaccino

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Il vaccino messo a punto dall’azienda di biotech cinese, si basa sul metodo del "vettore virale" e in particolare sull’utilizzo di un adenovirus (di tipo benigno, come per quello del raffreddore), capace di diffondersi nell'organismo senza farlo ammalare. Per sviluppare l’”antidoto” i ricercatori cinesi hanno aggiunto nel suo genoma un elemento di Dna artificiale in grado, quando riconosciuto dal sistema immunitario, di generare una reazione difensiva. La nuova fase di sperimentazione sui militari, consentirà agli esperti di migliorare il suo impatto e il dosaggio, e di valutare la presenza di eventuali effetti collaterali. 

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