Mascherine fatte in casa, i consigli dell’Iss su come crearle

Salute e Benessere

Sul sito ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità è stata diramata un’infografica con i suggerimenti su come produrle, lavarle e indossarle correttamente. Secondo un nuovo studio i dispositivi di stoffa sarebbero in grado di bloccare fino al 99% delle particelle

Le mascherine fatte in case, tecnicamente chiamate mascherine di comunità, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e come ribadito dall’Istituto Superiore di Sanità in una nota non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale. Costruirle può sembrare un’operazione apparentemente complicata soprattutto per chi non ha confidenza con ago e filo. Per tutte le persone in cerca di consigli su come realizzarle, sul sito ufficiale dell’Iss è stata diramata un’infografica con i suggerimenti su come produrle e indossarle correttamente. 

 

Come realizzare una mascherina in casa 

 

L’Istituto superiore di Sanità nel suo vademecum consiglia di confezionare questi dispositivi con cotone o con un altro tessuto non allergizzante, a trama fitta. Per creare una mascherina fatta in casa servono due rettangoli di stoffa grandi 25 centimetri per 15, 2 pezzi di elastico da 15 cm, ago e filo oppure una forcina, forbici e una comune macchina da cucire. Ecco nel dettaglio i passaggi per realizzare: 

 

• Ritagliare due rettangoli di tessuto da 25 x 15 cm sovrapporti e cucirli insieme come se fossero un unico pezzo di stoffa

• Ripiegare il tessuto sui lati lunghi e fare un orlo di circa mezzo centimetro

• Piegare la stoffa su entrambi i lati corti e cucirli lasciando uno spazio di un centimetro per far passare l’elastico

• Passare l’elastico attraverso l’orlo laterale su entrambi i lati corti della mascherina, aiutandosi con un ago grande o una forcina

• Legare bene le estremità dell’elastico e tirarlo delicatamente in modo che i nodi siano nascosti all’interno dell’orlo

• Sistemare accuratamente la stoffa intorno all’elastico e raggrupparla in modo che la mascherina si possa ben adattare al viso.  

• Cucire bene l’elastico per evitare che si muova

 

Come rimuoverle e lavarle correttamente 

 

Le mascherine fai da te, come ribadito dagli esperti dell’Iss nell’infografica, devono essere lavate dopo ogni utilizzo. È sufficiente un lavaggio in lavatrice a 60 gradi. Per rimuoverle correttamente, è fondamentale evitare di toccare gli occhi, il naso o la bocca durante il movimento, e preoccuparsi di igienizzare le mani subito dopo.  

Per riuscire a contrastare efficacemente la diffusione del virus, inoltre, le mascherine di comunità devono adattarsi perfettamente e in maniera confortevole al viso, essere fissate alle orecchie con lacci o elastici, includere più strati di tessuto e consentire la respirazione senza restrizione. 

 

Studio: mascherine stoffa possono bloccare fino fino al 99% delle particelle infette

 

Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori della McMaster University, in Canada, anche le mascherine autoprodotte di stoffa potrebbero rappresentare un’efficace arma nella lotta contro il coronavirus Sars-Cov-2. “I dispositivi di stoffa, in particolare se realizzati con diversi strati di cotone, possono impedire il passaggio di virus, riuscendo a bloccare fino al 99% delle particelle infette”, spiegano gli esperti sulle pagine della rivista specializzata Annals of Internal Medicine, dove hanno pubblicato i risultati del loro studio di revisione, in cui hanno analizzato le ricerche scientifiche e gli articoli dell’ultimo secolo che hanno indagato l’utilità delle mascherine realizzate in casa e la loro capacità di filtrazione delle particelle. 

 

La ricerca nel dettaglio 

 

Sebbene, ad ora, non ci sia alcuna prova diretta dell’efficacia di questi dispositivi di protezione, come spiegato dalla ricercatrice Catherine Clase, “esistono evidenze convincenti della loro effettiva utilità nel ridurre la contaminazione dell’aria e delle superfici”.

Secondo quanto emerso dai risultati dello studio canadese, il tessuto sarebbe in grado di bloccare le particelle con diametro fino a cinque micrometri. “Questo significa che il materiale infettivo non penetra attraverso la mascherina, proteggendo il soggetto che la indossa dal pericolo esterno e impedendo la diffusione esterna di aerosol che potrebbero essere emessi dal soggetto stesso”, ha spiegato Class. 

In particolare, secondo una ricerca del 1962 , l’utilizzo di una mascherina fai da te a triplo strato, con un doppio rivestimento di mussola e uno strato interno di flanella, “potrebbe ridurre la contaminazione superficiale fino al 99 per cento”. Da studi più recenti, inoltre, è emerso che il canovaccio può raggiungere una capacità di filtrazione del 72%. La percentuale è al 51% per il tessuto utilizzato per le magliette. 

“Un’analisi del 2020 sostiene l’utilità delle mascherine, specialmente se realizzate con più strati. Lo svantaggio di indossare diversi strati di stoffa sul viso però è quello di rendere più difficoltosa la respirazione, ecco perché i bambini al di sotto di due anni e i pazienti con patologie respiratorie non dovrebbero utilizzare mascherine”, aggiunge Clase, ribadendo che nonostante l’alto grado di protezione associato al loro utilizzo, le mascherine autoprodotte non sostituiscono i dispositivi di protezione certificati dal punto di vista medico. “Ad ogni modo il materiale sanitario deve essere accompagnato da un corretto comportamento, dal controllo della distribuzione del materiale, messaggi chiari, istruzione pubblica e pressione sociale”, sottolineano gli esperti. 

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