Coronavirus, negli Usa i termometri smart potrebbero tracciare la diffusione di Covid-19

Salute e Benessere
Immagine di archivio (Getty Images)

Basandosi sui dati inviati da questi dispositivi, l’azienda Kinsa ha realizzato una mappa che mostra le aree degli Stati Uniti in cui sono presenti dei picchi anomali di febbre (uno dei sintomi più comuni della malattia causata da Sars-CoV-2) 

Negli Stati Uniti, l’utilizzo dei termometri smart, in grado di inviare le informazioni sulla temperatura corporea allo smartphone tramite un’apposita applicazione, potrebbe aiutare a tracciare la diffusione del coronavirus Sars-CoV-2 (segui la DIRETTA di Sky TG24). Come riportato dal New York Times e da Cnet, l’azienda Kinsa, che in passato si è basata sui dati forniti da questi dispositivi per monitorare l’influenza stagionale, ha da poco pubblicato una mappa sulla salute negli Usa. Pur sottolineando di non star misurando direttamente la diffusione di Covid-19, l’azienda dichiara di aver notato dall’inizio di marzo una forte correlazione tra l’incidenza di malattia atipica, ossia di livelli di malattia più alti rispetto a quelli attesi in questa fase della stagione influenzale, e i test positivi al coronavirus. “Riteniamo che questi dati possano essere un utile indicatore iniziale di dove e quanto velocemente si sta diffondendo il virus”, aggiunge Kinsa.

L’utilità dei dati forniti dai termometri smart

Grazie ai propri termometri smart, presenti nelle case di oltre un milione di cittadini statunitensi, negli scorsi anni Kinsa è riuscita a prevedere in modo accurato l’andamento della stagione influenzale, battendo sul tempo anche i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), il cui sistema si basa sui rapporti settimanali inviati da centinaia di medici sparsi per il territorio degli Usa. Come spiega Inder Singh, il fondatore della compagnia, “i dati forniti dai termometri sono un indicatore precoce della diffusione di una malattia”. In base a quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il sintomo più comune dell’infezione da coronavirus è la febbre ed è presente in circa il 90% dei pazienti. È per questa ragione che l’utilizzo dei dati forniti dai termometri smart potrebbe aiutare gli specialisti a tracciare la diffusione di Covid-19 negli Stati Uniti e individuare le persone da sottoporre al tampone. Nella mappa preparata da Kinsa sono presenti dei picchi di febbre in aree in cui la presenza del virus è nota, ma anche in altre zone in cui sono stati riportati pochi casi di Covid-19 (come Texas, Arizona, Michigan e Florida). “Non siamo certi che questi picchi anomali abbiano a che fare con Covid-19, ma riteniamo che potrebbero essere utili per individuare i luoghi in cui la malattia si sta diffondendo”, spiega Singh.

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