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Coronavirus, la guida dell'Iss sui disinfettanti per le mani fai da te

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5' di lettura

Gli esperti, citando una guida prodotta dall’Oms nel 2009, specificano che “non è consigliabile preparare in casa i prodotti anche in considerazione del fatto che le sostanze di partenza devono rispondere a precisi standard di qualità” 

Rimanere senza prodotti per l’igiene delle mani, restare senza cibo ed essere contagiati dagli animali da compagnia. Sono queste alcune tra le paure che la popolazione sta vivendo in rapporto alla diffusione del nuovo coronavirus, anche in Italia. Per smorzare la tensione e fare chiarezza, l’Istituto Superiore di Sanità ha diramato un comunicato, tentando di evitare la diffusione del panico.

La questione disinfettanti 

E’ il primo punto, quello sui disinfettanti fatti in casa, quello su cui l’Iss punta maggiormente l’attenzione. Dopo la corsa all’acquisto, con prezzi particolarmente gonfiati su internet, è successo che le farmacie e altri punti vendita siano rimasti sprovvisti di gel o soluzioni per l’igiene delle mani. In prima istanza, gli esperti suggeriscono che lavare correttamente le mani con acqua e sapone, garantisce una perfetta igiene anche nei confronti del virus SARS -CoV-2. E che qualora si intenda servirsi per forza di un gel o di una soluzione per l’igiene delle mani a base idroalcolica questi prodotti possono essere preparati anche da alcune farmacie come prodotti galenici provvisti di apposita etichetta: l’importante è che la percentuale di alcol sia pari ad almeno il 60%.

Il riferimento alla guida dell’Oms

Per frenare poi le intenzioni di molte persone, nel tentare di produrre in casa igienizzanti simili, l’Iss ha voluto specificare che “sulla base delle caratteristiche di pericolo delle sostanze previste in alcune ricette non è consigliabile preparare in casa i prodotti anche in considerazione del fatto che le sostanze di partenza devono rispondere a precisi standard di qualità”. Le ricette in questione fanno riferimento ad una guida, stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 2009 e denominata “Guide to Local Production: WHO-Recommended Handrub Formulations”. La guida, prodotta per far fronte ad alcune emergenze sanitarie a livello globale, veniva suggerita con l’intento di consigliare alcune modalità per preparare prodotti destinati all’igiene delle mani. Ma ecco la specifica importante: “la guida dell’Oms non è destinata alla preparazione a scopo di vendita né alla produzione ‘fai da te’, bensì a produttori che intendono preparare i prodotti localmente nelle proprie strutture e non a scopo industriale” scrivono gli esperti dell’Iss.

Due ricette destinate a farmacie o laboratori

La guida include alcune informazioni sul corretto utilizzo e sull’etichettatura del prodotto finale, fornendo così due diverse ricette destinate a farmacie o ad appositi laboratori. Entrambe si riferiscono alla produzione di grandi volumi di prodotto (10 litri) e prevedono l’utilizzo di sostanze pericolose sia dal punto di vista degli effetti per la salute umana che dal punto di vista dei pericoli fisici. Nella prima ricetta si cita l’utilizzo di perossido di idrogeno (acqua ossigenata), una sostanza che può provocare gravi lesioni oculari quando è presente in concentrazioni tra il 5 e l’8%, e di alcol etilico al 96%, una sostanza infiammabile. Nella seconda si parla di isopropil alcol (alcol isopropilico) al 99,8%, sostanza pericolosa che può provocare grave irritazione oculare ed effetti narcotici quali sonnolenza e vertigini, oltre ad essere infiammabile a prevedere anche in questo caso l’utilizzo di perossido di idrogeno. Gli esperti dicono inoltre che, non potendo escludere una preparazione ”home made”, preparato contenente sostanze pericolose non deve mai essere conservato in contenitori anonimi privi di etichetta e di informazioni sul contenuto e della data di preparazione. Senza dimenticare che questa tipologia di prodotti deve essere conservata lontano dalla portata dei bambini, dai prodotti alimentari e da prodotti con altra destinazione d’uso.

Etichette e prudenza

In definitiva, considerata la pericolosità delle sostanze, i produttori sono obbligati dalla normativa europea a riportare sull’etichetta i prodotti utilizzati per la composizione, segnalando anche indicazioni di pericolo del tipo “liquido e vapori facilmente infiammabili, provoca grave irritazione oculare”, oltre a consigli di prudenza come “proteggere gli occhi e il viso, tenere lontano da fonti di calore, tenere a disposizione il contenitore in caso di consultazione di un medico, tenere fuori dalla portata dei bambini, non fumare, in caso di incendio utilizzare schiuma alcol resistente, polvere chimica, acqua nebulizzata, anidride carbonica; in caso di contatto con gli occhi sciacquare accuratamente per parecchi minuti. Togliere eventuali lenti a contatto”. Va quindi garantito che il personale addetto alla preparazione di tali prodotti, abbia manipolato tutti gli ingredienti in condizioni di sicurezza indossando dispositivi di protezione individuali come guanti e occhiali protettivi ed evitando di respirare i vapori.

Le altre paure infondate

Ecco poi la specifica sugli altri due punti. Non occorre avere paura di restare senza cibo e non è necessario fare scorte di generi alimentari. Questo perché, dicono dall’Iss, gli esercizi commerciali nelle zone che attualmente non sono sede di focolai epidemici, restano aperti e garantiscono il rifornimento di tutti i prodotti, non soltanto quelli di prima necessità. Nessun timore, infine, di essere contagiati dagli animali da compagnia: il motivo è che sebbene si possa ipotizzare che il SARS -CoV-2 sia originato da un serbatoio animale, il contagio della malattia da coronavirus è interumano.  

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