Coronavirus, ecco come avviene l’analisi dei tamponi a Torino

Salute e Benessere

All’interno del laboratorio di biologia molecolare e virologia dell’ospedale Amedeo di Savoia, gli esperti inattivano il virus, estraggono il suo Rna e lo sottopongono a una reazione di amplificazione 

Le telecamere di Sky TG24 sono entrate nell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, specializzato in malattie infettive, dove vengono condotti i prelievi mediante tampone per il test del coronavirus Sars-Cov-2 (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA). Come ha spiegato Valeria Ghisetti, direttrice del laboratorio di Microbiologia e Virologia, il set per il prelievo consiste di un tampone molto sottile alla cui estremità è presente “una parte cosiddetta floccata”, composta da tanti piccoli fili di cotone che consentono di recuperare le cellule delle vie aeree, “che sono quelle attaccate dal virus”.

L’inattivazione del virus

In seguito, i tamponi effettuati vengono portati nel laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, dov’è possibile entrare solo indossando calzari, camice e mascherina. Si tratta di precauzioni necessarie, in quanto il laboratorio è un’ambiente sterile e i campioni sono potenzialmente infetti. “Una volta che i tamponi arrivano in questo laboratorio, devono essere processati in primo luogo per inattivare il virus, ossia ucciderlo”, spiega la dottoressa Valeria Ghisetti. “Questo processo, che dura circa 15 minuti, viene fatto sotto delle cappe di biosicurezza di livello 2 da operatori che indossano degli appositi abiti protettivi. Si tratta della fase più rischiosa, in quanto all’interno del tampone il virus è ancora vivo”, prosegue l’esperta. Dopo aver inattivato l’agente virale con dei detergenti procediamo all’estrazione del suo Rna, che avviene automaticamente all’interno di un sistema chiuso”, aggiunge l’esperta. La durata di questa prima fase è di circa un’ora e mezza.

La reazione di amplificazione

La seconda fase del processo si svolge nel laboratorio in cui gli esperti allestiscono la reazione di amplificazione sull’Rna del virus precedentemente estratto. In questo locale è presente un solo operatore, perché il lavoro da svolgere, condotto su delle microquantità, richiede la massima attenzione. Una volta trattati, i campioni vengono inseriti in un apposito macchinario che li analizza per due ore e mezzo: i risultati ottenuti vengono elaborati da un computer. “Nel complesso, l’intero processo richiede quattro ore e mezza”, spiega Ghisetti. Ogni giorno, nel laboratorio di biologia molecolare e virologia vengono analizzati circa una cinquantina di campioni. Si tratta di un lavoro complesso, che richiede molta concentrazione. “Abbiamo identificato un’equipe di persone che lavora esclusivamente sul coronavirus”, conclude l’esperta. 

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