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La paleo-dieta dei nostri antenati comprendeva vegetali arrostiti

Salute e Benessere
Fossili (Getty Images)

A suggerirlo sono i risultati di uno studio del Wits Evolutionary Studies Institute dell'Università del Witwatersrand, che ha scoperto la presenza di frammenti carbonizzati di ortaggi risalenti a 170mila anni fa, nelle ceneri di una caverna nell’Africa meridionale

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I vegetali arrostiti rientravano tra i piatti della paleo-dieta dei nostri antenati.
A suggerirlo sono i risultati di un recente studio condotto da un team di ricercatori del Wits Evolutionary Studies Institute dell'Università del Witwatersrand, in Sudafrica, che ha scoperto la presenza di frammenti carbonizzati di ortaggi risalenti a 170mila anni fa, nelle ceneri di una caverna situata nell’Africa meridionale.
Questi resti, messi alla luce da recenti scavi archeologici, suggeriscono che le abitudini culinarie dell’Homo sapiens in Africa non fossero poi così diverse da quelle attuali: i vegetali scoperti possono essere paragonati alle moderne patate e ai tuberi.

La scoperta nel dettaglio

La scoperta, pubblicata sulla rivista specializzata Science, come spiegato dai ricercatori, dimostra che i primi uomini "seguivano una dieta equilibrata, una combinazione di carboidrati e proteine e fornisce una visione affascinante dei comportamenti dei primi umani moderni nell'Africa meridionale”.
I resti sono stati ritrovati nel 2016, mentre il team di ricercatori stava esplorando e studiando le ceneri lasciate da antichi fuochi di cottura nel sito di Border Cave nei pressi della catena montuosa dei Monti Lebombo, al confine tra la provincia di KwaZulu-Natal e lo stato di Eswatini. Sono stati studiati solo successivamente tramite l’utilizzo di microscopi elettronici di ultima generazione.

I risultati della ricerca

I ricercatori sono così riusciti a dimostrare che le dozzine di frammenti di carbone ritrovate sono rizomi della Hypoxis, una pianta caratterizzata da un fiore giallo che ricorda per aspetto una stella. Gli steli sotterranei della Hypoxis sono particormenti ricchi di amido, e molto probabilmente venivano cotti per riuscire a sbucciarli più facilmente e per favorire la digestione.
Inoltre, stando al parere dell’esperta Lyn Wadley, tra i ricercatori a cui si deve la scoperta, “l’abbondanza di frammenti di rizoma suggerisce che gli ortaggi a radice fossero una componente importante della dieta, contrariamente all'idea che i primi esseri umani mangiassero molta carne”.