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I possibili effetti delle pubblicità sulla birra sul suo consumo tra i giovani

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2' di lettura

Potrebbero influenzare la sua assunzione tra i minorenni. È quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’Iowa State University, che ha analizzato la relazione tra i budget pubblicitari, l’impatto sui giovani dello spot e la consapevolezza del marchio

Le pubblicità finalizzate a promuovere la birra potrebbero attrarre i minorenni al suo consumo. È quanto emerso da uno studio primo nel suo genere, condotto dai ricercatori dell’Iowa State University, che ha analizzato la relazione tra i budget pubblicitari, l’impatto sui giovani della pubblicità e la consapevolezza del marchio.
È così emerso che i budget e le strategie pubblicitarie utilizzate dalle aziende produttrici di birra potrebbero influenzarne il consumo tra gli adolescenti.

Intervistati 1.588 studenti delle scuole e medie

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista Addictive Behaviors Reports e condotto sotto la guida di Douglas Gentile, grazie alla collaborazione Brooke Arterberry, Kristi Costabile e Patrick Bender, sono state analizzate le risposte fornite da 1.588 studenti delle scuole e medie, quando interrogati su specifici temi correlati al consumo di alcolici.
Oltre la metà del campione (55%) ha confessato di aver bevuto almeno una bevanda alcolica nell’ultimo anno; il 31% ha dichiarato di consumare mensilmente almeno una bibita con alcool e il 43% ha confessato di ‘bere pesantemente’.
Quando interrogato riguardo specifiche pubblicità e brand, il 99% del campione ha dichiarato di aver già sentito parlare di alcuni marchi e il 44% ha confessato di aver provato la birra che promuovono.

I risultati dello studio

Dal test è emerso che tra gli spot preferiti dai più giovani, quelli legati all’alcol vanno per la maggiore (32%), seguiti dalle pubblicità di bibite analcoliche (31%), della moda (19%), del settore automobilistico (14%) e dello sport (9%).
“I risultati mostrano che la quantità di denaro speso per la pubblicità ha predetto fortemente la percentuale di adolescenti che avevano sentito parlare, preferito e provato diversi marchi di birra”, spiegano gli autori della ricerca.
"Non possiamo dire da questo studio che gli inserzionisti si rivolgono specificamente ai giovani, ma li colpiscono", ha spiegato Douglas Gentile, coordinatore dello studio. "Se si guardano gli spot sulla birra, gli inserzionisti usano tutti i trucchi che conosciamo per attirare l'attenzione dei bambini". 

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