Xanax, un lotto del farmaco generico ritirato dal commercio negli Usa: ecco quale

Salute e Benessere

Il ritiro, dovuto alla presenza di una possibile sostanza estranea, è stato annunciato dalla Food and Drug Administration. L’ente governativo spiega che per i pazienti esiste un rischio remoto di infezione

La Food and Drug Administration ha annunciato il ritiro dal commercio negli Stati Uniti di un lotto di compresse dell’ansiolitico Xanax, prodotte dall’azienda farmaceutica Mylan, a causa della presenza di una possibile sostanza estranea. L’ente governativo statunitense spiega che per i pazienti esiste un rischio remoto di infezione, anche se per il momento non sono stati segnalati eventi avversi legati al consumo del medicinale. La Federazione delle Associazioni degli informatori Scientifici del Farmaco e del Parafarmaco (Fedaiisf) precisa che la decisione della Fda riguarda un singolo lotto (numero 8082708) delle compresse di Alprazolam, Usp C-IV 0,5 mg, distribuito negli Usa fra luglio e agosto 2019 e confezionato in flaconi da 500 pillole. L’Aifa non ha rilasciato alcuna allerta sul caso, che non riguarda il mercato europeo. 

Le caratteristiche dello Xanax

Lo Xanax appartiene alla categoria degli ansiolitici benzodiazepinici ed è comunemente utilizzato per il trattamento di disturbi da panico o ansia, tra cui il disturbo d’ansia generalizzato (DAG) o il disturbo d’ansia sociale (DAS). Il suo utilizzo è controindicato nei pazienti con una nota ipersensibilità alle benzodiazepine o all’alprazolam, oltre che nei soggetti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso.

Il ritiro dei farmaci dal mercato

La Federazione delle Associazioni degli informatori Scientifici del Farmaco e del Parafarmaco sottolinea che il nuovo caso si inserisce in un contesto di ritiri e ‘scoperte’ sempre più intricato, che vede protagonisti alcuni farmaci usati quotidianamente dalla popolazione mondiale. Nelle ultime settimane, in Italia e in Europa sono stati ritirati dal mercato diversi lotti di medicinali contenenti il principio attivo ranitidina, utilizzato nel trattamento delle patologiche gastriche. “I casi pongono il problema dei mancati controlli delle agenzie regolatorie per le quali è sufficiente una autocertificazione o una certificazione del Paese d’origine per ritenere i farmaci prodotti in Paesi inaffidabili perfettamente compatibili con i nostri standard di qualità”, commenta Fedaiisf. 

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