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Vent’anni di vita sedentaria raddoppiano il rischio di morte precoce

Salute e Benessere
Immagine di archivio (Getty Images)

È quanto emerge dai risultati di uno studio condotto dagli esperti dell’Università di Trondheim, presentati nel corso del congresso della European Society of Cardiology 

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Durante il congresso della European Society of Cardiology, gli esperti dell’Università di Trondheim hanno presentato i risultati di un nuovo studio sulla scarsa attività fisica. Dalla ricerca emerge che chi conduce una vita sedentaria per vent’anni ha un rischio di morte prematura doppio rispetto a chi resta fisicamente attivo nello stesso arco di tempo. Per giungere a questa conclusione, gli epidemiologi hanno monitorato per oltre 20 anni il livello di sedentarietà di tutti i residenti in Norvegia di età pari o superiore ai 20 anni. Hanno poi suddiviso i membri del campione in tre gruppi distinti, composti rispettivamente dagli inattivi, da chi si dedicava all’attività fisica con moderazione (meno di due ore a settimana) e da chi si allenava con intensità (due o più ore a settimana).

Gli effetti della sedentarietà

Nel corso dello studio i ricercatori hanno registrato tutti i casi di morte e le cause dei decessi. I risultati ottenuti indicano che, rispetto al gruppo degli attivi per 2 o più ore a settimana, chi era ed è rimasto sedentario per un periodo di 20 anni presentava una probabilità doppia di morire per qualunque causa e una probabilità quasi tripla di perdere la vita a causa di malattie cardiovascolari. Invece, chi si dedicava a livello moderato all’attività fisica presentava un rischio di morte per tutte le cause del 60% maggiore rispetto ai coetanei più attivi. "I nostri risultati mostrano che per trarre il massimo beneficio per la salute dall'attività fisica in termini di protezione dalla morte prematura, devi restare fisicamente attivo negli anni”, spiega Trine Moholdt, l’autrice principale dello studio. “Inoltre si può anche ridurre il rischio di morte divenendo attivi fisicamente, anche con un passato di sedentarietà", conclude l’esperta.

Lo studio dell’Università di Cleveland

Nel corso di un altro studio sul tema, i ricercatori dell’Università di Cleveland hanno dimostrato che uno stile di vita sedentario è più dannoso per la salute di patologie come il diabete e l’ipertensione e persino del tabagismo. Secondo il cardiologo Wael Jaber, uno degli autori della ricerca, la sedentarietà è paragonabile a una malattia e l’unico modo per curarla è dedicarsi regolarmente all’esercizio fisico. Per ottenere questo risultato, i ricercatori si sono focalizzati sull’analisi dei dati raccolti tra il primo gennaio 1991 e il 31 dicembre 2014, relativi ai risultati di alcuni test sotto sforzo svolti da circa 122.000 persone di età compresa tra i 53 e i 73 anni.