In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Oms: "L’Europa ha perso terreno nella lotta al morbillo"

Salute e Benessere

Un rapporto della Commissione Europea di verifica regionale per l'eliminazione del morbillo e della rosolia ha constatato i passi indietro rispetto al 2018, con 4 Paesi che hanno perso lo status di ‘morbillo free’ 

Condividi:

Dopo diversi anni di costante progresso verso l'eliminazione del morbillo in Europa, il numero di Paesi che hanno raggiunto o sostenuto l'eliminazione della malattia è diminuito. A dirlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha diffuso un rapporto della Commissione Europea di verifica regionale per l'eliminazione del morbillo e della rosolia (RVC). Tra l’altro, per la prima volta da quando è iniziato il processo di verifica Europa a partire dal 2012, 4 Paesi hanno perso lo status di ‘morbillo free’, ovvero Albania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito. L'analisi della Commissione è stata basata sui dati del 2018 relativi a 53 Stati membri della Regione europea. “Se un'elevata copertura immunitaria non viene raggiunta e sostenuta in ogni comunità, sia i bambini che gli adulti soffriranno inutilmente e alcuni moriranno anche tragicamente”, ha affermato Günter Pfaff, presidente della RVC a margine della presentazione del rapporto.

I dati del rapporto

Le note positive dell’analisi arrivano da Austria e Svizzera che hanno raggiunto lo stato di ‘morbillo free’, avendo dimostrato l'interruzione della trasmissione endemica della malattia per almeno 36 mesi. Quelle negative, in compenso, riguardano l’analisi più ad ampio spettro. L’Europa nel suo insieme, alla fine del 2018, in 35 Paesi ha raggiunto l'eliminazione del morbillo (rispetto ai 37 del 2017), mentre due hanno interrotto la trasmissione endemica del morbillo per un periodo pari a 12/35 mesi. I Paesi in cui la diffusione del morbillo rimane endemica sono 12 mentre altri 4 che avevano precedentemente eliminato la malattia, sono tornati indietro, non contrastando la trasmissione del morbillo. L'ondata di casi iniziata nel 2018, come sottolinea l’OMS, è proseguita nel 2019, con circa 90.000 casi segnalati nella prima metà dell'anno. Dato questo che è già più alto di quello registrato per l'intero 2018, i cui casi erano stati 84.462 in totale.

Emergenza di grado 2

La circolazione in corso del morbillo nella regione europea continua a essere classificata dall'OMS come un'emergenza di grado 2. Questa designazione consente di mobilitare le risorse tecniche, finanziarie e umane necessarie per supportare i Paesi interessati. “I grandi sforzi per controllare questa malattia altamente contagiosa ci hanno portato a fare molta strada verso l'eliminazione locale. Tuttavia, i focolai di morbillo in corso dimostrano che è necessario fare di più. Attraverso l'attivazione della risposta di emergenza, l'OMS ha aumentato la sua attenzione sull'eliminazione del morbillo e ha potenziato la sua azione. Questo è il momento di contrastare le cause che potrebbero aver permesso a questo virus mortale di persistere in questa regione”, ha detto la dottoressa Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell'OMS per l'Europa.

Il ruolo della RVC

La Commissione Europea di verifica regionale per l'eliminazione del morbillo e della rosolia è un gruppo indipendente di esperti che si riunisce ogni anno per valutare lo stato di eliminazione del morbillo nei vari Paesi del mondo sulla base di relazioni annuali approfondite presentate da ciascuno Stato. Si è riunito dal 12 al 14 giugno 2019 a Varsavia, in Polonia, per valutare i rapporti per il 2018 e ha basato le sue conclusioni su diversi fattori tra cui i dati di sorveglianza del morbillo, la copertura immunitaria di routine, la risposta alle epidemie e la portata di campagne di immunizzazione supplementari. L'RVC ha analizzato anche la situazione della rosolia, definendola ‘migliorata’ rispetto al passato. In questo senso 39 Paesi hanno raggiunto lo stato di eliminazione della malattia, rispetto ai 37 del 2017.