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Salute sui banchi di scuola per insegnare prevenzione

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2' di lettura

Un’integrazione prevista dal protocollo d’intesa siglato il giorno 20 febbraio 2019 dal ministro della Salute Giulia Grillo e da Marco Bussetti, ministro dell'Istruzione 

A scuola arrivano le lezioni di Salute. Non si tratta di una nuova materia disciplinare, bensì di un piano di insegnamento che accompagnerà gli studenti dall’asilo fino alla maturità.
Una decisione frutto del protocollo d’intesa firmato il giorno 20 febbraio 2019 dal ministro della Salute Giulia Grillo e da Marco Bussetti, ministro dell'Istruzione.

Scuola e salute

La scuola è strettamente correlata alla salute: “ragazzi e ragazze in buona salute imparano meglio. Allo stesso tempo, se sono inseriti in un processo di apprendimento positivo hanno migliori opportunità di salute”, riporta il protocollo siglato dai due ministri.
L’inserimento di Salute nelle scuole mira a promuovere anche nei più piccoli l’importanza della salute fisica e psicologica, facendo in modo che tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado introducano nel loro piano di studio “un percorso di educazione trasversale a tutte le discipline, superando le barriere tra le discipline stesse”.
Le scuole insegneranno agli studenti alcune importanti tematiche, quali l’educazione alla sessualità e come prevenire lo sviluppo di alcune patologie adottando stili di vita salutari.
L’inserimento di Salute negli istituti scolastici è solamente uno dei tanti punti previsti dal protocollo. Gli studenti continueranno a beneficiare dell’insegnamento di alcuni temi già previsti dal protocollo precedente, siglato tre anni fa: la salute mentale, l’utilizzo dei farmaci a scuola, le dipendenze tra i giovani, le vaccinazioni e l’importanza dell’inclusione dei bambini con sindrome dello spettro autistico.

Vivismart, nuove abitudini alimentari dai bambini alle famiglie

Il progetto educativo Vivismart, promosso da ‘aBCD’, l’accordo tra Barilla, Coop Italia e Danone e adottato dal mese di settembre 2017 a maggio 2018 da 16 scuole sparse per l’Italia, ha dimostrato i benefici derivanti l’insegnamento dell’educazione alimentare ai piccoli.
La maggior parte dei bambini coinvolti nel progetto, presentato il 6 febbraio all’Università Lusma, ha adottato diversi cambiamenti nel proprio piano alimentare e stile di vita. Oltre all’aumento del consumo di frutta e verdura tra i più piccoli, ciò che ha colpito gli esperti è stato ‘l’effetto alone’ scatenato dalla campagna: le corrette abitudini alimentari insegnate ai bimbi sono state accolte e adottate anche dalle loro famiglie.  

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