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Da fibre e cereali integrali un aiuto contro cancro, diabete e infarto

Salute e Benessere
Foto di archivio (Getty Images)

Uno studio ha rivelato che consumarne tra i 25 e i 29 grammi al giorno contribuisce a ridurre il rischio di sviluppare le cosiddette malattie non trasmissibili fino al 33%

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Un elevato consumo di fibre alimentari e cereali integrali, oltre a rappresentare una sana abitudine, aiuta a ridurre il rischio di sviluppare le cosiddette malattie non trasmissibili, ossia diabete, cancro, infarto e ictus. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet e condotto da Andrew Reynolds dell'Università di Otago, in Nuova Zelanda, secondo il quale basterebbero tra i 25 e i 29 grammi di fibre alimentari al giorno per diminuire fino al 33% la mortalità correlata a tutte queste malattie.

Fibre diminuiscono incidenza malattie non trasmissibili

Commissionato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e coordinato da Jim Mann, lo studio consiste in una meta-analisi multipla, nella revisione di 185 studi effettuati nell'arco di quasi 40 anni, per un totale di 135 milioni di persone, 58 trial clinici e nell’esame di 4.635 casi. I ricercatori si sono concentrati soprattutto sui decessi prematuri e sull'incidenza di infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari, del diabete di tipo 2 e di diversi tumori associati all’obesità, come quelli, ad esempio, del colon-retto, seno, esofago e prostata.
Dai risultati è emerso che assumere ogni giorno tra i 25 e i 29 grammi di fibre alimentari si associa con una riduzione della mortalità dovuta alle malattie non trasmissibili pari al 5-27%, mentre ogni 8 grammi in più consumati contribuiscono a un’ulteriore diminuzione della loro incidenza. Inoltre, mangiare cibi ricchi di fibre e cereali in quantità ancora maggiori amplifica gli effetti benefici all’organismo, tanto che ogni 15 grammi in più possono portare a una diminuzione del rischio fino al 33%, che significa 26 decessi in meno ogni mille persone.

Nel mondo si consumano meno di 20 grammi di fibre al giorno

Stando a recenti dati, nel mondo le persone mangiano in media meno di 20 grammi di fibra alimentare al giorno. Nel 2015 il comitato consultivo scientifico britannico per la nutrizione ha raccomandato un aumento del loro apporto a 30 grammi giornalieri, ma solo il 9% degli adulti del Regno Unito riesce a raggiungere questo obiettivo. Negli Stati Uniti, invece, l'assunzione di fibre tra gli adulti si aggira intorno ai 15 grammi al dì. Gli autori sottolineano che il beneficio proviene dalle fibre naturalmente presenti nel cibo (frutta, verdura, legumi) e non dagli integratori in vendita in farmacia.
Lo studio, infine, ha anche scoperto che le diete con un basso indice glicemico e un basso carico glicemico hanno fornito un supporto limitato per la protezione contro il diabete di tipo 2 e per l’ictus, in quanto i cibi con queste caratteristiche, spiegano gli studiosi, possono contenere anche zuccheri aggiunti, grassi saturi e sodio.