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Lo scienziato italiano Valter Longo inserito nella top 50 del Time

Salute e Benessere
Immagine di archivio (Getty Images)

Per la rivista americana, l’autore della ‘dieta mima digiuno’ è uno dei personaggi più influenti nell’ambito della salute 

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La rivista americana Time è nota per pubblicare ogni anno una lunga lista dedicata ai personaggi più importanti in vari settori. Di recente, il magazine ha inserito lo scienziato Valter Longo nell’elenco delle 50 personalità più influenti nell’ambito della salute. Famoso in tutto il mondo per i suoi studi sulla giuventologia, per l’invenzione della ‘dieta mima digiuno’ e per il suo bestseller ‘La dieta della longevità’, il ricercatore è il direttore del programma longevità & cancro dell’Istituto Firc di Oncologia molecolare di Milano e del Longevity Institute dell’Università della California del Sud. Nella top 50 pubblicata da Time, il suo nome è accostato a quello di altri personaggi illustri come Bill e Melinda Gates e i neo premi nobel per la medicina James P. Allison e Tasuku Honjo.

La longevità programmata

Valter Longo ha ottenuto un notevole successo editoriale grazie al libro ‘La dieta della longevità’, tradotto in ben 14 lingue. Solo in Italia e negli Stati Uniti il volume ha venduto ben 500 mila copie, consentendo allo scienziato di ottenere una fama internazionale.
Di recente un articolo di Longo dal titolo ‘'Programmed longevity, youthspan and juventology' è stato pubblicato sulla rivista specializzata ‘Aging Cell’. Nel testo il ricercatore ha riproposto la propria teoria della longevità programmata e ha introdotto due neologismi. Il primo è ‘youthspan’ e indica il lasso di tempo in cui un organismo rimane sano e giovane. Il secondo neologismo è ‘iuventologia’ e indica un nuovo campo di ricerca volto a comprendere i meccanismi alla base dello youthspan.

Restare giovani più a lungo

“Gli studi dell'invecchiamento sono cominciati migliaia di anni fa, ma si sono quasi sempre focalizzati sul perché si invecchia e non sul perché si rimane giovani", dichiara Valter Longo. "Una delle teorie più quotate è quella sui radicali liberi e sui danni ossidativi causati da ossigeno e altre molecole su Dna, proteine e cellule”, prosegue l’esperto. “Come risulta evidente anche dal nome, queste teorie si focalizzano sul processo di deterioramento che porta l'organismo a invecchiare e che inizia dopo i 40-50 anni di età".
Secondo Longo non si tratta di un parametro sufficiente. “Bisogna studiare anche la fase della vita umana che lo precede, caratterizzata da un funzionamento efficiente".
Per lo scienziato, comprendere i meccanismi che regolano la youthspan potrebbe permettere non solo di vivere a lungo una vita sana, ma anche di mantenersi giovani per più tempo.