Unicef, 19 milioni di bambini a rischio sviluppo per carenza di iodio

Almeno il 14% dei neonati a livello globale rischia di subire denni celebrali per mancanza di iodio (Foto: archivio)
3' di lettura

Un rapporto dell'Onu per l'Infanzia e di Gain rivela che il pericolo di riportare danni cerebrali riguarda il 14% dei nuovi nati ogni anno nel mondo: quasi uno su quattro vive in Asia meridionale

 

Quasi 19 milioni di bambini che nascono ogni anno nel mondo rischiano di subire danni cerebrali, permanenti e prevenibili nonché una ridotta funzione cognitiva, a causa della mancanza di iodio nei primi anni di vita. Lo rivela un nuovo rapporto di Unicef e Gain pubblicato il primo marzo, secondo cui il pericolo coinvolge il 14% dei nuovi nati a livello globale. Circa uno su quattro di questi bambini vive nei Paesi dell'Asia Meridionale.

Lo studio Unicef-Gain

Il rapporto, intitolato "Brighter futures: Protecting early brain development through salt iodization" afferma che l'insufficienza dello iodio durante la gravidanza e l'infanzia provoca deficit neurologici e psicologici, riducendo il quoziente intellettivo di un bambino da 8 a 10 punti. Questo si traduce in grandi perdite nel capitale cognitivo di intere popolazioni. "I nutrienti che i bambini ricevono nei primi anni influenzano il loro sviluppo cerebrale per tutta la vita, e possono creare o distruggere le loro possibilità di un futuro prospero", ha dichiarato Roland Kupka, Senior Nutrition Adviser dell'Unicef.

Le zone del mondo più a rischio

Secondo l'Unicef, la iodurazione del sale rappresenta una spesa efficace ed economicamente vantaggiosa, e che costa dai 0,02 ai 0,05 dollari all'anno per ogni bambino. Inoltre è stato stimato che ogni dollaro speso per la iodurazione del sale restituisca 30 dollari attraverso una maggiore capacità cognitiva futura. Attualmente è l'Asia meridionale la zona che detiene il più alto numero di bambini a rischio a livello globale (circa 4,3 milioni). Il dato paradossale è che questa stessa regione ha il secondo più alto tasso di copertura di sale iodato con l'87% della popolazione, preceduta dall'Asia orientale e dal Pacifico con il 91% di copertura. L'Africa orientale e meridionale detiene invece la copertura più bassa di sale iodato: circa il 25% della popolazione non ne ha accesso e 3,9 milioni di bambini all'anno rimangono non protetti dai disturbi provocati dalla carenza di iodio.

Più attenzione alla iodurazione del sale

"Grazie agli sforzi collettivi di governi, industria, società civile, Unicef, Gain e altri ha spiegato Greg S. Garrett, direttore della politica alimentare di Gain siamo sul punto di essere in grado di garantire un'assunzione sostenibile di iodio per tutti i bambini. Ma c'è ancora molto da fare per porre fine alla carenza". Il rapporto delinea le misure urgenti per ridurre il rischio di menomazioni mentali durante la crescita cerebrale dei bambini. Tra queste, ci sono l'introduzione della iodurazione del sale nei piani nazionali e il rafforzamento dei sistemi normativi per far rispettare la legislazione vigente in materia.

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