Coronavirus, dimessi dallo Spallanzani i 20 turisti cinesi

Lazio

Sono stati in quarantena 14 giorni e sono sempre risultati negativi al test. Tra loro anche cinque minori. A salutarli l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, e il direttore sanitario dell'ospedale, Francesco Vaia

Sono stati dimessi questa mattina, dall'ospedale Spallanzani di Roma, i 20 turisti cinesi parte della comitiva che viaggiava insieme alla coppia risultata positiva al Coronavirus. Sono stati in quarantena 14 giorni e sono sempre risultati negativi al test. Tra loro anche cinque minori. A salutarli l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, che ha ringraziato "i nostri operatori dello Spallanzani che hanno dimostrato grande professionalità e umanità nei confronti di questi cittadini", e il direttore sanitario dell'ospedale, Francesco Vaia. I dimessi oggi rientreranno in Cina con un volo che farà prima scalo a Francoforte, in Germania. 
"Il messaggio che viene diramato dallo Spallanzani - ha detto il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia - è che queste persone erano contatti primari della coppia cinese positiva e sono andati via da qui senza essere contagiati: questo messaggio dev'essere chiaro ed è il messaggio che dallo Spallanzani arriva al popolo italiano". (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE)

 "E' un giorno straordinario per i miei connazionali che hanno concluso la quarantena in questo ospedale. Sono molto felici. Stanno molto bene, sono contenti". Così il dottor Zhang dell'ambasciata cinese, che stamattina ha accompagnato i venti connazionali dimessi oggi dallo Spallanzani. "Voglio ringraziare lo Spallanzani e gli amici italiani che hanno dato supporto all'ambasciata - ha aggiunto - I servizi prestati ai miei connazionali sono stati ottimi e professionali, eccezionali, per venire incontro ai loro costumi particolari. Ora torneranno direttamente in Cina con un aereo di linea".
 "E' un giorno straordinario per i miei connazionali che hanno concluso la quarantena in questo ospedale. Sono molto felici. Stanno molto bene, sono contenti". Così il dottor Zhang dell'ambasciata cinese, che stamattina ha accompagnato i venti connazionali dimessi oggi dallo Spallanzani. "Voglio ringraziare lo Spallanzani e gli amici italiani che hanno dato supporto all'ambasciata - ha aggiunto - I servizi prestati ai miei connazionali sono stati ottimi e professionali, eccezionali, per venire incontro ai loro costumi particolari. Ora torneranno direttamente in Cina con un aereo di linea".
 "E' un giorno straordinario per i miei connazionali che hanno concluso la quarantena in questo ospedale. Sono molto felici. Stanno molto bene, sono contenti". Così il dottor Zhang dell'ambasciata cinese, che stamattina ha accompagnato i venti connazionali dimessi oggi dallo Spallanzani. "Voglio ringraziare lo Spallanzani e gli amici italiani che hanno dato supporto all'ambasciata - ha aggiunto - I servizi prestati ai miei connazionali sono stati ottimi e professionali, eccezionali, per venire incontro ai loro costumi particolari. Ora torneranno direttamente in Cina con un aereo di linea".

La commozione

C'è stata molta commozione, al momento dei saluti, tra i 20 turisti cinesi e gli operatori dell'ospedale romano. I turisti, con giacconi e trolley, sono saliti su un pullman bianco diretto all'aeroporto. Ieri sera, a quanto riferito, era stata organizzata una piccola festa di saluto in ospedale con tanto di palloncini. Agli ormai ex pazienti sono stati fatti dei piccoli doni: un astuccio con dei colori per i bambini, il libro sulle dimore storiche e le bellezze del Lazio agli adulti. "Questo è un giorno straordinario per i miei connazionali che hanno concluso la quarantena in ospedale. Sono molto felici. Stanno molto bene, sono contenti", così il dottor Zhang. Poi: "Voglio ringraziare lo Spallanzani e gli amici italiani che hanno dato supporto all'ambasciata. I servizi prestati ai miei connazionali sono stati ottimi e professionali, eccezionali, per venire incontro ai loro costumi particolari. Ora torneranno direttamente in Cina con un aereo di linea".

Le parole degli infermieri

"Abbiamo cercato di rispettare la loro cultura, anche se in una situazione difficile, quella dell'isolamento. Ce l'abbiamo messa tutta e si è creato anche un forte legame anche di amicizia, con i bambini e la famiglia. Il loro stato d'animo è stato fortemente supportato da noi, per rispondere ai loro bisogni", le parole della dirigente infermieristica. Così, invece, un'infermiera: "Se abbiamo avuto paura? Se hai paura non si fa niente‎. La preparazione e l'esperienza ci dicono che in alcuni casi bisogna attivare tutte le procedure e le precauzioni. Loro hanno seguito le regole. Con tre bambini piccoli non è facile rimanere chiusi in una stanza 24 ore su 24. Quando hanno capito che il test era negativo sono stati felici. Non hanno pianto perché sono un popolo che si trattiene. Però si vedeva la loro gioia, i bambini con i palloncini. Abbiamo cercato di alleggerire le loro giornate anche regalando giocattoli. Stavano chiusi in stanza e a volte uscivano fuori in spazi comuni. Sono stati splendidi". "Anche se erano venuti a contatto con la coppia risultata positiva al coronavirus sono stati tranquilli, con maschere, camici, guanti - ha aggiunto un'altra infermiera -. Sono rimasti in camera. Erano ospitati in un reparto dell'ospedale dove c'erano soltanto loro venti, con l'équipe medica. Ma tutto l'ospedale si è prodigato". Ancora: "Non erano preoccupati per il fatto di essere stati ricoverati ma li preoccupava il fatto che gli alberghi non li accettavano e sono dovuti rimanere un'altra notte. Lo stesso con i taxi: li chiamavano parlando in inglese, ma quando i tassisti vedevano che erano cinesi e non li facevano salire".

"Nessuna preoccupazione"

Infine, le mediatrici culturali: "Non erano preoccupati per il loro ritorno in Cina. Qui si sono ambientati e tranquillizzati. Si sono trovati bene con l'equipe. I bambini sono stati sempre allegri e solari, hanno percepito bene l'esperienza.‎ Volevamo aiutarli il più possibile, farli sentire a loro agio, fargli comprendere che da noi potevano avere una mano nel migliore dei modi. Alla fine erano tranquilli e l'hanno presa bene comprendendo la situazione. Erano più preoccupati dei pregiudizi, li abbiamo tranquillizzati per questo".

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