Il rapporto sempre più difficile tra scienza, politica e opinione pubblica è il segno non di un peggioramento della scienza, ma del degrado formativo, informativo e cognitivo del dibattito pubblico. Di fronte alla stagione più calda mai vissuta in Europa, che ha causato migliaia di vittime, sembra prevalere una rassegnazione dolente, come se il caldo eccezionale fosse un evento trascendente e non legato ai comportamenti umani. La scienza è stata sottratta alla scienza per diventare posizione politica su cui disputare, mentre l'Unione Europea ha dovuto correggere la rotta sulla transizione per errori di calcolo e le guerre hanno reso più difficile il concorso globale necessario alla battaglia climatica.
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