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Conte-bis, Luigi Di Maio diventa il più giovane Ministro degli Esteri della storia

3' di lettura

Il capo politico del M5s a 33 anni è il più giovane della storia della Repubblica a guidare la Farnesina. Nel precedente governo Conte è stato vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, realizzando la riforma bandiera del reddito di cittadinanza

Arriva un altro record per Luigi Di Maio che, dopo che nel 2013 era diventato, a soli 26 anni, il più giovane vicepresidente della Camera dei Deputati, sarà a 33 anni il più giovane della storia della Repubblica a guidare il Ministero degli Esteri nel governo Conte-bis. Il capo politico del Movimento 5 stelle ha ricoperto l'incarico di vicepremier, insieme a Matteo Salvini, nel precedente governo giallo-verde e ha guidato i ministeri chiave del Lavoro e dello Sviluppo economico nello stesso esecutivo. Tra le sue riforme di bandiera il reddito di cittadinanza, il decreto Dignità e l'avvio della discussione sul salario minimo. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MINISTRI - FOTO).

Gli inizi della carriera politica

Nato il 6 luglio 1986 ad Avellino, famiglia residente a Pomigliano d'Arco, un tempo città della Fiat, il capo politico del M5s ha preso la guida del Movimento a settembre del 2017. Figlio di un dirigente del Msi e di An, dedito alla politica fin dai tempi della scuola - liceo classico - poi iscritto a Ingegneria e a Giurisprudenza, senza laurearsi, Di Maio ha lavorato come steward allo stadio del Napoli e come webmaster. Giornalista pubblicista, nel 2007 ha aperto il meetup M5S di Pomigliano e ha iniziato la sua ascesa. Nel 2010 si è candidato come consigliere comunale del suo comune ma ottenendo solo 59 preferenze non è stato eletto. Successivamente, con le cosiddette “Parlamentarie” del Movimento 5 Stelle, è stato candidato online e con 189 preferenze è riuscito ad essere eletto alla Camera. Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, invece, ha ottenuto 95.219 voti (63,41%) al collegio uninominale di Acerra.

L’elezione a capo politico del Movimento

Di Maio è stato eletto dalla rete con 30.936 voti (l'82% dei votanti) candidato premier e capo politico del Movimento pentastellato il 23 settembre 2017 in occasione della kermesse grillina a Rimini. Con lui, di fatto, il Movimento ha cambiato pelle: molti poteri sono accentrati nelle sue mani e le decisioni, che nella Fase 1 del Movimento venivano prese dalla Rete e dalle assemblee, adesso vengono prese direttamente da Di Maio e talvolta ratificate da eletti e attivisti. I ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico Dopo le elezioni del 2018 in cui ha corso come candidato premier, nel precedente governo Conte è stato il titolare del ministero per lo Sviluppo economico, alla cui guida ha seguito da vicino, tra le varie cose, l'accordo tra Italia e Cina sulla nuova Via della Seta. Un dossier, quello dei rapporti con Pechino, che ritroverà sulla sua scrivania alla Farnesina, dove tra i temi caldi lo attendono anche la situazione ancora difficile e in via di definizione della Libia, gli equilibri tutti da ricalibrare con i partner dell'Ue, la Francia in primis dopo le frizioni che hanno attraversato l'esperienza del precedente esecutivo.

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