Legge elettorale, Camera approva fiducia su articolo 3. Via libera anche ad art.8

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Prosegue a Montecitorio l’iter della riforma: ieri via libera ai voti di fiducia sui primi due articoli. Oggi è arrivata l'approvazione del terzo e la votazione sull'articolo 8. Atteso il voto finale segreto. Le opposizioni attaccano: pronti i ricorsi alla Corte costituzionale

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La legge elettorale si avvicina al momento chiave del voto finale. Il governo ha incassato la fiducia approvando le modifiche ai primi due articoli del testo, con voto palese. La Camera ha approvato la fiducia sull'articolo 3 (che modifica dal punto di vista territoriale i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano). A seguire è arrivato il via libera nella votazione sull'articolo 8 (riguardante l'estensione ai caregiver del voto fuorisede). Domani, giovedì 8 ottobre, alle 12.30, ci sarà il voto finale sulla riforma a scrutinio segreto (SEGUI IL LIVEBLOG). Un meccanismo che ha scatenato l’ira delle opposizioni, che hanno parlato di "schiaffo al Parlamento", “forzature” e “mancanza di confronto”.

Cosa succede oggi e domani

Questa mattina si sono svolte le dichiarazioni di voto sulla terza fiducia posta dal governo e poi la chiama per appello nominale dei deputati. L'Aula di Montecitorio ha quindi approvato, con 228 voti a favore e 144 contrari, la fiducia sull'articolo 3. Tre gli astenuti. L'articolo in questione, così come approvato dal Senato, ridisegna alcuni collegi dell'Alto Adige, ovvero Merano, Bressanone e Bolzano. A seguire, si è discusso e approvato l'articolo 8 (214 sì e nessun contrario), su cui il governo non aveva posto la fiducia. L'articolo in questione estende il diritto di voto ai fuori sede ai caregiver familiari. Le opposizioni si sono astenute. Dopo il question time, alle 16.15 è iniziato l'esame degli ordini del giorno fino alle 20 e con eventuale prosecuzione notturne. Gli odg sono in tutto 41, di cui 7 di Futuro Nazionale. Domani, giovedì 8 ottobre, c’è il voto finale segreto: dalle 10.30 gli interventi con dichiarazioni di voto finale e poi voto a scrutinio segreto alle 12.30.

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L’iter e cosa è successo ieri

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, aveva chiesto la fiducia su tre dei quattro articoli modificati dal Senato, che quindi erano da votare nuovamente. Nella giornata di ieri si è partiti con le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sull'articolo 1, poi la chiama per appello nominale e l’approvazione con 226 voti a favore. A seguire stesso iter per l’articolo 2: Montecitorio ha approvato la fiducia con 227 voti a favore. I due articoli contengono le modifiche al testo apportate dal Senato in materia di firme e preferenze per quanto riguarda la Camera.

Il tabellone con il risultato del votoiIn aula alla Camera durante al termine del voto di fiducia posta dal Governo sull articolo 1 della proposta di legge recante disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Legge Elettorale). Roma, 06 ottobre 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

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Cosa può succedere 

Nei banchi del centrodestra a Montecitorio ieri sono state pochissime e giustificate le assenze. La maggioranza guarda con ottimismo al voto di domani. Anche le opposizioni mettono in conto che la riforma venga approvata e si pensa già alla Consulta ma intanto prosegue la battaglia in Aula con gli appelli al centrodestra perché ci ripensi.

Il possibile timing della Consulta

Potrebbe arrivare già a partire dal mese di febbraio un'eventuale pronuncia della Corte costituzionale sui ricorsi annunciati contro la riforma della legge elettorale. Secondo gli esperti, il 'timing' prevede una serie di passaggi che si svolgeranno nell'arco di almeno tre mesi e mezzo. I ricorsi "in via di redazione" da parte della Rete che riunisce organizzazioni, associazioni, comitati di costituzionalisti, giornalisti, avvocati e cittadini dovrebbero essere presentati in una trentina di Tribunali civili italiani. Saranno depositati appena la legge entrerà in vigore, ossia quindici giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I firmatari chiederanno l'accertamento di una lesione del diritto di voto legato alla riforma. Una volta depositato il ricorso, i tribunali dovrebbero adottare un procedimento semplificato con cui si prevede che il giudice possa fissare l'udienza dopo 40 giorni per ascoltare le ragioni del ricorso. A quel punto si riserverà di decidere e, se lo riterrà, emetterà un'ordinanza in cui solleva una questione di legittimità costituzione davanti alla Consulta. L'ordinanza dovrà poi essere notificata alle parti interessare - a partire dal presidente del Consiglio dei ministri - ed entro 20 giorni dalla notifica il presidente della Consulta potrebbe già fissare l'udienza nei successivi 20 giorni. L'obiettivo "è che la pronuncia della Corte arrivi nei tempi utili" per le elezioni, ha detto il coordinatore della Rete contro la riforma della legge elettorale Roberto Zaccaria, spiegando che i ricorsi sono "in via di redazione" e saranno pronti per essere depositati nei tribunali non appena entrerà in vigore la riforma.

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