Mattarella ad Assisi: "San Francesco profeta di pace, da lui una lezione per l'oggi"
PoliticaIl Capo dello Stato ha partecipato, nella Basilica Superiore, alla santa messa in occasione delle celebrazioni per l'ottavo centenario dalla morte del santo. Poi ha rivolto un messaggio al Paese, in cui ha ricordato che l'insegnamento di san Francesco è "patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini". Il cardinale Zuppi: "Francesco ci ricorda che la guerra non è un destino"
Assisi ha accolto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni dell'ottavo centenario dalla morte di san Francesco, nel 1226. Un evento che rappresenta l'apice delle celebrazioni dell'Anno Giubilare Francescano, iniziato il 7 gennaio scorso e che si concluderà lo stesso giorno del 2027. Il capo dello Stato ha partecipato, nella Basilica Superiore, alla santa messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Al termine della celebrazione, ha poi rivolto un messaggio al Paese, in cui ha ricordato che l'Italia "non può prescindere dalla lezione di san Francesco" e che il santo "è oggi un esempio da seguire". Migliaia di pellegrini sono giunti ad Assisi nel giorno in cui l'Italia ha ritrovato la festa nazionale dedicata al Santo: lo scorso anno, la legge n.151/2025 ha reistituito il 4 novembre come giornata festiva in sua celebrazione.
Mattarella: "San Francesco profeta di pace e amore"
"Sono passati 800 anni dalla morte di San Francesco, patrono d'Italia insieme a un'altra grande santa, Caterina da Siena - ha detto Mattarella nel suo discorso dalla loggia del Sacro Convento di Assisi -. La distanza temporale che ci separa da quell'evento, non ha in alcun modo ridotto il suo fascino e il suo carisma, che vive ben oltre i confini dell'Italia e della stessa Cristianità, di cui è figlio e figura eminente. Profeta di pace, di amore, di rispetto per il Creato, il suo insegnamento è patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini, credenti o non credenti, cristiani o fedeli di altre religioni".
"San Francesco ruppe l'idolatria del denaro, una lezione per l'oggi"
Poi, sottolineando la povertà di san Francesco, "così cercata e desiderata", il Capo dello Stato ha ricordato "la rottura concreta con l'idolatria del denaro. La sua umiltà non aveva nulla di ingenuo, nasceva da una sete esigente di verità; la sua obbedienza non fu remissività, ma una faticosa, ponderata ricerca delle ragioni superiori dell'unità del popolo cristiano e della Chiesa. Ricordare, oggi, l'insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali anch'essi della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato, la pace".
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"In alcune parti del mondo si torna a benedire le armi"
Il Presidente della Repubblica ha anche ricordat che "oggi terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo, e addirittura da alcune parti si tornano a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose: Francesco ci insegna che non c'è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio. Non renderemmo giustizia al santo di Assisi se la sua figura fosse esaurita in quella di un ecologista, pacifista e operatore caritatevole ante litteram". "In questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da tanta violenza, manipolazione, arroganza, come ha detto, giorni fa, Leone XIV", ha aggiunto Mattarella, "l'auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall'odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza".
Zuppi: "La guerra non è un destino"
Il cardinale Zuppi, celebrando la messa ad Assisi, ha invece ricordato: "In questa stagione siamo tentati e sedotti dalla cultura della potenza, volgare e invadente, ingannevole, frutto di enfasi mal riposte e di sfacciati ed enormi interessi economici, di nazionalismi che rovinano le nazioni, di campagne che creano il nemico invece di cercare quello che unisce". Francesco ci ricorda - ha aggiunto - che la guerra non è un destino. Non c'è tempo da perdere, il divisore imbroglia e fa credere che troviamo la pace con le armi e non con il dialogo e il diritto".
Accesa la lampada di san Francesco
In mattinata il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, ha acceso la lampada votiva che illumina la tomba di San Francesco. Lo ha fatto a nome di tutte le regioni, province e comuni italiani. "Esprimiamo l'amore che tutti gli italiani hanno per te e imploriamo la tua costante protezione", ha detto Stoppini rivolto a San Francesco. "Vigila, Francesco fratello santo, sul nostro popolo - ha aggiunto -, illumina i governanti, veglia sulle sorti dell'Italia. Rafforza i vincoli di unità, solidarietà, fraternità. Benedici tutti i lavoratori e dona loro e alle famiglie prosperità e pace".
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Le celebrazioni per San Francesco ad Assisi
Il programma in onore di San Francesco è continuato nel pomeriggio, a partire dalla celebrazione dei Secondi Vespri solenni in basilica inferiore. Poi la processione fino alla piazza superiore, con la distribuzione dei rami di ulivo come segno di pace, oltre che la benedizione dell'Italia e del mondo dal Cupolino della Basilica con la Chartula di San Francesco e l'esecuzione del Cantico delle Creature, musicato da padre Domenico Stella, sul sagrato della chiesa superiore, eseguito dalla Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco in Assisi diretta dal maestro Padre Peter Hrdy.