Delmastro, giunta autorizzazioni nega uso chat con il ristoratore. Bagarre al Senato

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Respinta la richiesta dei magistrati della Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia. I senatori del M5S hanno occupato i banchi del governo per protesta

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La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta dei magistrati della Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia. Una decisione che ha causato tensioni in Aula al Senato, con i senatori del M5S che hanno occupato i banchi del governo. I parlamentari hanno protestato con cartelli con la scritta "Fuori le chat", e la presidente di turno Mariolina Castellone ha sospeso la seduta che è ripresa poi intorno alle 12. Dopo il voto della giunta la pratica passa all'Aula di Montecitorio, che emetterà il verdetto definitivo.

Le proteste e il cartellone strappato

I senatori del M5S si sono messi in piedi vicino ai banchi del governo urlando "Vergogna!", tra le proteste dei senatori di FdI verso i colleghi pentastellati e qualcuno che si è anche avvicinato per essere poi allontanato da altri parlamentari. Il senatore di FdI, Roberto Menia, ha raggiunto il capogruppo dei 5 Stelle, Luca Pirondini, che in quel momento era davanti ai banchi del governo, e ha strappato il cartello che Pirondini aveva in mano con la scritta “Fuori le chat”. Poi fra i due è nata una discussione e altri parlamentari si sono avvicinati per rasserenare il clima. Nel parapiglia fra i parlamentari, e per cercare di allontanarli, è intervenuto anche il senatore questore Gaetano Nastri che è stato colpito a un ginocchio ma non ha riportato conseguenze. Nelle immagini si vede nella mischia anche il senatore di FdI Raoul Russo con gli occhiali che gli volano via. Russo ha confermato i fatti aggiungendo di aver reagito agli insulti ricevuti dai 5 Stelle con l'accusa di essere "responsabili di depistaggi" e contro la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo.

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La protesta dei senatori del Movimento 5 stelle, che mostrano cartelli con scritto "Fuori le chat" in Aula, contro la decisione della giunta della autorizzazioni della Camera di non concedere l'accesso alle chat del sottosegretario Andrea Delmastro, Roma, 22 luglio 2026. X/CLAUDIO BORGHI +++ ATTENZIONE: L'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA  +++ NPK +++
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Pirondini: "Governo aiuta la mafia, non si può continuare come se nulla fosse"

Prima che i pentastellati occupassero i banchi del governo, Pirondini aveva detto: "Stamattina la Giunta per le autorizzazioni a procedere, ovvero questa maggioranza, ha votato per negare alla procura le chat tra l'ex sottosegretario Delmastro e una persona coinvolta con la camorra. Per noi oggi i lavori finiscono qui. Il Movimento 5 stelle non prosegue i lavori. Perché non si può domenica scorsa andare a commemorare Paolo Borsellino e oggi negare che la procura di Roma possa acquisire le chat tra un ex sottosegretario, avvocato della presidente del Consiglio e una persona collegata con la camorra. Questo governo sta aiutando la mafia e non si può continuare a lavorare come se nulla fosse. Occupiamo l'aula e i banchi del governo".

Forattini: "Meloni fa da scudo ai suoi su Delmastro, di cosa ha paura?"

"Ancora una volta la destra usa la propria maggioranza parlamentare per proteggere i suoi e ostacolare il lavoro della magistratura. Il voto della Giunta per le autorizzazioni della Camera che nega l'utilizzo delle chat dell'ex sottosegretario Andrea Delmastro nell'inchiesta sulla cosiddetta 'bisteccheria d'Italia' è una scelta grave, che rende più difficile l'accertamento della verità. Di cosa hanno paura?", ha commentato anche Antonella Forattini, capogruppo del Partito Democratico nella Giunta per le autorizzazioni della Camera. "Giorgia Meloni richiama spesso Paolo Borsellino e si proclama paladina della legalità. Ma quando le indagini riguardano esponenti del suo partito cambia atteggiamento e alza un muro per proteggerli. È una doppia morale che tradisce proprio l'insegnamento di Borsellino: la ricerca della verità e il rispetto dell'autonomia della magistratura non possono valere a giorni alterni. Con questo voto la maggioranza non difende le istituzioni, ma ostacola un'indagine complessa che riguarda anche contestazioni con l'aggravante mafiosa. Chi invoca la legalità dovrebbe essere il primo a non mettere ostacoli all'accertamento dei fatti". 

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