In un''intervista al Corriere della Sera, il ministro ribadisce la sua amicizia per il presidente della Fondazione, ma anche la sua estraneità rispetto a quanto deciso: "Io non avrei mai fatto quello che ha fatto lui"
"A Pietrangelo (Buttafuoco, ndr) ho mandato un messaggio qualche giorno fa, ma lui non mi ha ancora risposto". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, il ministro della Cultura Alessandro Giuli. "Posso riassumerne il senso: sul caso specifico della partecipazione russa alla Biennale dissento completamente, ma comunque vada a finire, non esisterà mai in questo mondo assurdo una persona che avrò ammirato come ammiro lui". Il ministro ha spiegato il rapporto molto stretto che lo lega a Buttafuoco: "Pietrangelo è stato più che un amico, abbiamo trascorso vacanze insieme, mio figlio Ascanio che oggi ha sei anni è pazzo di lui, gli ha dedicato anche un ritratto in forma di drago, l'anno scorso, che Pietrangelo tiene sulla sua scrivania a Venezia". E, come aveva anticipato anche a Sky TG24 Live In, ha ribadito: "Mi auguro di lasciare finalmente alle spalle ogni polemica di queste settimane. Il 20 maggio andrò a Venezia a visitare il padiglione Italia curato da Cecilia Canziani con le opere di Chiara Camoni e a rendere omaggio a tutta la Biennale e all'arte mondiale, perché l'istituzione Biennale merita sempre rispetto. È la gestione di questa Biennale Arte che riteniamo sbagliata. Non so comunque se Buttafuoco in agenda avrà altri impegni". "Buttafuoco - afferma ancora il ministro -, fosse stato al mio posto, avrebbe fatto ciò che ho fatto io, rispettando tutte le regole e le procedure per difendere la reputazione dell'Italia di fronte all'Europa e al mondo. Io però non avrei mai fatto, al posto di Pietrangelo, quello che ha fatto lui". Sulla Russia Giuli risponde: "Non c'è dubbio. Alla Biennale ha vinto Putin". E sul mancato finanziamento pubblico al docufilm su Giulio Regeni, il ministro sottolinea: "La bocciatura del documentario è un'onta da sanare. Ma la troviamo, la via per valorizzarlo a dovere".