Il capo dello Stato ha parlato da Pontedera in occasione delle celebrazioni della Festa del Lavoro. E ha posto l'accento anche sul divario di genere: "Resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea. Il divario, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni"
"C'è una piaga che non accenna a sanarsi, proseguono notizie di lavoratori che perdono la vita sul lavoro: la sicurezza resta un impegno che non consente rinunce o distinguo. Si tratta di un tributo inaccettabile". Sono queste le parole pronunciate presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni della Festa del Lavoro a Pontedera. "Siamo qui per celebrare il lavoro italiano fondamento essenziale della nostra convivenza", ha esordito il capo dello Stato. "Domani è la Festa del lavoro di tutto il mondo, festa della repubblica che sul lavoro si fonda. Ricorda il cammino del nostro paese, il dinamisno e la tessitura della solidarietà dei diritti in fabbrica".
"Tempo di visione e non di misure di corto respiro"
"Per produttività e capacità di innovazione si registra in Europa un deficit competitivo", ha poi proseguito il presidente della Repubblica nel corso del suo discorso a Pontedera. "Occorre eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni", ma soprattutto bisogna capire che è "tempo di visione e non di misure di corto respiro". E ancora: "Bisogna orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita", ha aggiunto. Occhi puntati anche sul divario di genere: "L'occupazione femminile in Italia è cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato. Tuttavia, resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea. Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni".
"Su industria guardare avanti, no a specchietto retrovisore"
"L'industria è pilastro per l'Italia", ha sottolineato il capo dello Stao. Quella manifatturiera contribuisce al Pil nazionale nella misura del 15%. Seconda in Europa, ottava nel mondo, la manifattura italiana è fondamentale veicolo e motore di crescita. Per essere attori, e non piatti curatori di un'eredità passata, sappiamo che non serve attardarsi a misurare sterilmente la realtà sulle immagini rimandate dallo specchietto retrovisore ma occorre guardare avanti. Ci deve guidare la capacità di innovazione basata sulla sostenibilità, lungimirante elemento di guida per la resilienza delle aziende in un mondo sempre più complesso".