Chi è Carlo Nordio, tra i possibili candidati alla Presidenza della Repubblica

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Nato a Treviso nel 1947, il magistrato è stato proposto come prossimo inquilino del Colle da Fratelli d'Italia. Nella sua carriera, durante la quale non è mai entrato in politica, ha condotto inchieste sulle Brigate Rosse in Veneto, su Tangentopoli e sul Mose di Venezia. Scrittore giuridico e autore di romanzi, ha spesso assunto posizioni minoritarie nella magistratura: propone la separazione delle carriere tra giudici e pm

In concomitanza con l'inizio delle votazioni per il prossimo presidente della Repubblica, dall’assemblea di Fratelli d’Italia si è fatto strada un nome che rispetto ad altri era circolato poco nei giorni precedenti. È quello di Carlo Nordio, magistrato di lunga carriera, senza un passato politico alle spalle, “su cui ci pare difficile che si possano muovere obiezioni", ha detto Giorgia Meloni. È proprio sul suo passato fuori dalle istituzioni che Fratelli d'Italia punta per raggiungere un consenso bipartisan che possa portarlo al Colle. Nordio aveva già toccato l’argomento Quirinale qualche settimana fa in un’intervista al quotidiano Libero, quando aveva detto che “la carica di capo dello Stato dovrebbe essere affidata a un politico”. Parlando della possibilità della sua candidatura, aveva sottolineato che la sua è una cultura politica “esclusivamente teorica, non ho mai fatto parte neanche di un Consiglio comunale” (LE ELEZIONI IN DIRETTALO SPECIALE DI SKY TG24).

Chi è Carlo Nordio

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Nato a Treviso, nel 1947, Nordio si laurea in Giurisprudenza con l’obiettivo di diventare giudice. Muove i primi passi in magistratura a partire dal 1977. Durante gli anni ’80 guida le indagini sulla presenza delle Brigate Rosse in Veneto. Il decennio seguente si sposta su Tangentopoli, sempre sul fronte veneto.

Le inchieste sul Mose di Venezia

Nel nuovo millennio i processi più importanti a cui ha partecipato sono quelli legati al Mose, che segue da procuratore aggiunto di Venezia. Nel 2014 il suo lavoro porta a 35 arresti, tra cui quello di Giuseppe Galan, per 15 anni governatore del Veneto. Tempo dopo, Nordio parlerà dell’inchiesta sul Mose come di “un intervento doveroso che ha scoperchiato sprechi da far piangere e un sistema di corruzione capillare”.

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Al lavoro di magistrato Nordio ha affiancato quello di studioso e teorico del diritto, che lo ha portato a diventare presidente della Commissione per la riforma del Codice penale ai tempi del ministro della Giustizia Roberto Castelli e a partecipare come consulente a diverse Commissioni parlamentari. Oltre a collaborare con riviste scientifiche e quotidiani, ha scritto diversi libri. Insieme a diverse opere accademiche e giuridiche, ha firmato anche due romanzi ispirati alla Seconda Guerra Mondiale: Overlord e Operazione Grifone. È presidente della Giuria dei Letterati del premio Campiello. L'ultimo incarico lo ha ricevuto nelle scorse settimane, quando è diventato consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, ex capo comunicazione di banca Mps precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013.

Le polemiche sul Csm

Nordio ha spesso assunto posizioni minoritarie tra le file della magistratura. Da ultimo si è schierato per il sorteggio per la composizione del Csm e firmato vari referendum sulla giustizia proposti dai Radicali e dalla Lega, a partire da quello sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, di cui è sempre stato fautore. 

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