Draghi: "Ugo La Malfa è stato uno dei principali costruttori della Repubblica". VIDEO

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Per il premier l’archivio digitale degli scritti del politico, dei suoi discorsi, del suo epistolario è un tesoro nazionale, da preservare per le generazioni future

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, alla Camera dei Deputati, è intervenuto alla presentazione del "Portale Ugo La Malfa", politico italiano eletto all'Assemblea Costituente nel 1946.

"Tesoro nazionale"

"Voglio prima di tutto ringraziare coloro che hanno contribuito a questa importante iniziativa, a partire dal figlio Giorgio e dalla nipote Claudia. L’archivio digitale degli scritti politici di La Malfa, dei suoi discorsi, del suo epistolario non è soltanto un viaggio nella nostra memoria collettiva. È un tesoro nazionale, da preservare per le generazioni future".

 
"La Malfa è stato uno dei principali costruttori della Repubblica. Antifascista, la sua opposizione al Regime gli costò un arresto e la degradazione militare, prima dell'espatrio in Svizzera. La Malfa portò i valori liberali e democratici del Partito d’Azione nel Comitato di liberazione nazionale e in una nuova casa, il Partito Repubblicano Italiano. In politica estera agì da convinto atlantista ed europeista", ha proseguito Draghi

Padre del miracolo economico

"Nel dopoguerra, La Malfa è stato uno dei padri del miracolo economico. Ministro del Commercio Estero nel Governo De Gasperi, ha guidato la liberalizzazione degli scambi. Nel 1951, abbassò i dazi del 10% e aprì le frontiere al libero commercio, a fronte di accuse di voler distruggere l’economia italiana e di esporre l’industria alla concorrenza sregolata. A motivarlo - sottolinea il premier - era la convinzione che fosse necessario stimolare l’economia del Paese con la concorrenza, soprattutto al Sud. Puntare sull’iniziativa e sullo spirito imprenditoriale degli italiani con audacia e senza complessi di inferiorità".
 
"La storia gli ha dato ragione. Le esportazioni dall’Italia aumentarono rapidamente per tutti gli anni ‘50 e il deficit commerciale in rapporto ai volumi totali di scambio diminuì. Grazie a La Malfa, l’Italia divenne un modello per l’Europa. Altri Paesi, come Francia e Inghilterra, rinunciarono poco dopo alle barriere doganali. L’Europa tutta si avviò verso un regime di liberalizzazione del commercio, che sarebbe culminato nel Trattato di Roma e nella Comunità economica europea". 

Programmazione e "non governo"

"La Malfa ci ricorda l’importanza di una politica di programmazione, necessaria per uno "sviluppo equilibrato". E ci invita ad affrontare le situazioni settoriali, regionali e sociali che non riescono a trarre sufficiente beneficio dalla generale espansione del sistema. L’alternativa è quella che La Malfa chiamò successivamente il "non-governo".
Una definizione fulminante, per sottolineare l’incapacità di affrontare i problemi, di dare continuità alla modernizzazione del Paese. Al "non-governo" va contrapposto il coraggio delle riforme economiche e sociali. Un’azione paziente ma decisa, che eviti gli sterili drammi degli scontri ideologici, per dare all’Italia una prospettiva di sviluppo, coesione, convergenza".

La Malfa nella storia

"Oggi, ricordiamo La Malfa come grande statista e appassionato riformatore. Uno degli artefici del boom economico, sempre attento a bilanciare crescita e uguaglianza. Un uomo onesto e rigoroso, che non dimenticava quando, da giovane studente alla Ca’ Foscari, per risparmiare si nutriva di fichi secchi. Un protagonista della vita civile dell’Italia, che non ha mai perso di vista i valori morali dell’attività clandestina e della Resistenza, e l’importanza di trasmetterne la memoria", ha concluso Draghi.

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