De Micheli a Sky TG24: "Arrivato il momento per candidatura femminile alla guida del Pd"

Politica

L'esponente dei dem: “Credo non ci siano adesso le ragioni per fare un Congresso che diventerebbe una conta, parliamo di cosa vogliamo per il Paese”

Consiglierei ad Andrea Orlando di fare solo il ministro, “ha un ministero molto pesante, impegnativo” e “credo che ci possa essere spazio per altre persone per dedicarsi anima e corpo al Pd”. È quanto ha detto l’esponente del Pd Paola De Micheli a "L’intervista di Maria Latella" su Sky TG24.

“Le dimissioni da vice segretaria? Io lo rifarei. Fare il ministro è totalizzante” e “per lasciare spazio a chi può dedicare più passione al partito, che ha bisogno di essere curato. Lo rifarei perché me l’ha chiesto il mio segretario, era coerente. Credo sia stata una scelta che mi ha consentito far bene il mio lavoro al ministero”, ha aggiunto l’ex ministra.

"Più donne? È arrivato il momento del conflitto per avere spazi"

“Noi, concentrate sempre sul merito, abbiamo evitato il conflitto per avere spazi. Forse è arrivato il momento in cui un po’ di conflitto ci vuole, di merito, intelligente”, aggiunge poi De Micheli. Che alla domanda se abbia ricevuto solidarietà dalle donne quando era ministra, risponde: “No, tranne dalla Lorenzin. Sul territorio da tantissime donne del Pd, amministratrici, anche non del mio partito, assessori di giunte regionali di centrodestra”.

"Arrivato il momento per candidatura femminile alla guida del Pd"

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“Credo sia arrivato il momento di una candidatura femminile” alla guida del Pd, dice poi De Micheli. “L'unica volta è stata quella della Bindi al Congresso fondativo, nel 2008, bisogna generare le condizioni perché ci sia una candidatura competitiva”.  Quanto al congresso del partito,  De Micheli dice: “Credo non ci siano adesso le ragioni per fare un congresso che diventerebbe una conta, parliamo di cosa vogliamo per il Paese”. 

"Rilanciamo il partito, discutere sul segretario ci fa male"

"Dobbiamo dedicarci a rilanciare il Pd nel suo profilo e nel posizionamento politico nella società. Aprire una conta non serve a niente, sarebbe orientata solo a noi”, aggiunge De Micheli. “Mettersi a discutere adesso, con un segretario che ha stravinto le primarie e ha tutta la disponibilità a mettersi in discussione per un profilo nuovo del Pd, ci fa male. Dobbiamo rioccupare lo spazio nella società, cosa che Zingaretti è già riuscito a fare. Continuiamo a farlo con altre modalità”.

Quanto a Zingaretti, “abbiamo il miglior presidente di Regione sul piano sanitario, sul piano amministrativo qui i risultati sono arrivati tutti. Abbiamo la fortuna di avere un presidente di Regione capace di gestire la ‘baracca’ del partito e anche di fare alla grande il presidente di Regione”.

"Nel Pd monadi senza lealtà hanno prestato il fianco a crisi Conte II"

Quando la possibilità di far nascere il Conte ter è sfumata, ha detto De Micheli, “ho dato per scontato che questo non avesse portato alla mia riconferma”. “Credo non saremmo arrivati lì se nella fase iniziale della crisi qualcuno con basso livelli di lealtà, monadi, non correnti, soggetti singoli, non avesse prestato il fianco aprendo l'autostrada a Renzi e aprendo una crisi istituzionale profonda. L’ho detto anche intervenendo in Direzione. Per interesse personale? In molti casi è andata così. Poi hanno tirato il freno a mano, ma era tardi”.

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