Piero Fassino a Sky Tg24: "Insensato dire no al Mes"

Politica

Il Mes per l’Italia "significa 37 miliardi, dati con nessuna particolare condizione, se non il limite che siano utilizzati nel settore sanitario, con un tasso di interesse dello 0,1%, cioè praticamente senza tasso di interesse" dice l'esponente Pd. E accusa: "Dai 5 stelle no ideologico"

“Il Mes è una linea di credito istituito da un fondo europeo nel 2011, destinato in particolare in questo momento con una linea di credito a sostenere le spese sanitarie. Per l’Italia significa 37 miliardi, dati con nessuna particolare condizione, se non il limite, che vale per tutti, che siano utilizzati nel settore sanitario, con un tasso di interesse dello 0,1%, cioè praticamente senza tasso di interesse". Lo ha detto a Start, su Sky TG24, l’esponente del Pd Piero Fassino. "È un prestito - ha proseguito Fassino - a lunghissimo termine che si restituirà in dieci anni. 37 miliardi sono il 30% in più di risorse per il Sistema Sanitario, rispetto al bilancio annuale del nostro Paese. Non sono bruscolini, perché l’altro grande fondo da cui dovrebbero arrivare dei soldi, che è il Recovery Fund, stanzia per l’Italia 172 miliardi. 37 miliardi è il 20% di questa cifra, non è una cifra minima. Tutte le ragioni obiettive portano a dire che non si capisce perché dobbiamo dire di no”.

 

"No da M5s per ragioni puramente ideologiche"

“L’atteggiamento del M5s – ha aggiunto poi - è inaccettabile per questo: non si pianta una bandiera e poi si dice che non ci si muove da lì per ragioni puramente ideologiche. L’argomento che viene addotto sui giornali stamattina è che il Movimento si spaccherebbe perché alcuni non sono d’accordo. Vengono prima gli interessi di un Paese o di un partito? In nome di un interesse di partito si sacrifica l’interesse di un Paese. Lo trovo insensato”.

"Su Regionali atteggiamento M5s incomprensibile"

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Per le Elezioni Regionali “la strada è in salita, ma per un atteggiamento francamente incomprensibile del M5s. Per il meccanismo elettorale e per i rapporti di forza che tutti conosciamo dai sondaggi, in nessuna Regione un candidato M5s da solo ha la possibilità di vincere. Voglio capire: ci si presenta da soli per piantare una bandiera o si corre per dare alle Amministrazioni Regionali delle amministrazioni autorevoli e capaci?”.  “Noi – ha proseguito - abbiamo proposto e continuiamo a proporre un’alleanza, per costruire intorno a un candidato comune un programma che sia capace di raccogliere la fiducia dei cittadini in ogni Regione e dare alle Regioni una prospettiva di guida solida. La candidatura sarebbe condivisa, non pretendiamo di avere candidati del Pd in ogni Regione. Dobbiamo discutere Regione per Regione il candidato più credibile per l’opinione pubblica, quello che ha più possibilità di vincere”.

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