Dl elezioni, il Senato vota la fiducia: è legge dopo la ripetizione della votazione

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Con 158 voti favorevoli e nessun contrario, su 162 presenti, Palazzo Madama ha approvato definitivamente il decreto. Assenti i senatori del centrodestra. La ripetizione è stata necessaria perché ieri è mancato il numero legale in Aula per un problema tecnico su computo congedi. La presidente Casellati: “Chiedo scusa ma non posso rimproverarmi nulla”

L'Aula del Senato ha votato la fiducia sul dl elezioni, che quindi ora è legge. 158 i voti favorevoli, zero contrari e astenuti. Presenti in Aula 162, votanti 158. L'opposizione, come già accaduto ieri, non è stata presente a Palazzo Madama. Il Senato ha dunque ufficialmente approvato il decreto legge per le prossime elezioni suppletive, regionali e comunali con election day per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Il voto, sul quale era stata messa la fiducia dal governo, è stato dovuto ripetere dopo che ieri è stato accertato che i 149 presenti, sommati a congedi e missioni, non erano sufficienti al raggiungimento del numero legale.

Casellati: "C'è stato un errore non imputabile a nessuno"

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Dl elezioni, errore sul numero legale al Senato: voto di fiducia nullo

Oggi era l’ultimo giorno utile per convertire in legge il provvedimento che finalmente può entrare in vigore. La presidente del Senato Elisabetta Casellati si è scusata per l’errore tecnico che ieri non ha fatto subito riconoscere che mancava il numero legale: "Sono profondamente amareggiata di quanto accaduto, non c'ero io ma mi assumo le mie responsabilità – ha detto Casellati in aula - C'è stato un errore non imputabile a nessuno. Ho appreso ieri sera alle 20.45 che c'era stato questo problema. Mi si può dire tutto ma che si imputi alla Presidenza un errore informatico mi pare eccessivo. Chiedo scusa ma non posso rimproverarmi nulla".

Paola Taverna: "Ero alla presidenza per far rispettare quest'Aula"

In Aula oggi non sono mancate le polemiche, a cominciare da quelle della vicepresidente cinque stelle Paola Taverna, che ha puntato il dito contro Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia): "Io ieri presiedevo la seduta in sostituzione del senatore vice presidente La Russa che mi aveva chiesto il cambio sapendo cosa sarebbe successo, ossia la volontà di far mancare il numero legale da parte delle opposizioni, e quindi di minare l'istituzione stessa - ha detto Taverna - Voglio denunciare il comportamento vergognoso del senatore Gasparri che ieri in televisione andava a raccontare che la presidenza del Senato, nella figura della vice presidente, aveva mistificato il risultato dell'Aula. Io ero alla presidenza per far rispettare quest'Aula e sostituivo un collega proprio per difendere l'onore del Senato". Ignazio La Russa dal canto suo avrebbe richiesto "pubbliche scuse" da parte di Paola Taverna "perché quando ho chiesto la sostituzione nessuno sapeva che saremmo usciti dall'aula".

Cosa è successo ieri

Ieri era previsto il voto della fiducia posta sul decreto elezioni, sancendo l'accorpamento tra regionali e referendum il prossimo 20 settembre. A fine seduta i voti favorevoli risultavano 145, due i contrari, con l'opposizione che non ha partecipato al voto. Al momento del voto i presenti erano 149, sul filo del numero legale. Ma in serata è stata disposta una attenta verifica del computo dei congedi, che ha stabilito il numero legale a 150. La presidenza del Senato si è vista così costretta ad annullare la votazione per riproporla oggi. A Palazzo Madama non accadeva niente di simile dal 1989.

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