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Anniversario morte Craxi, figlia Stefania ad Hammamet: "Credo che Quirinale farà un gesto"

Anna Craxi: "Bettino è ancora nel cuore di tutti noi"

4' di lettura

Nel giorno in cui ricorre il ventennale della morte del padre, ha risposto sulla possibilità che Sergio Mattarella incontri i vertici della fondazione. In centinaia sul luogo della tomba. La vedova Anna a Sky Tg24: "Commossa, Bettino è ancora nel cuore di tutti noi"

"Credo che il Quirinale farà un gesto". Così Stefania Craxi, nel giorno in cui ricorre il ventennale della morte del padre, ha risposto sulla possibilità che Sergio Mattarella, come riportato oggi da La Stampa, incontri lei e i vertici della fondazione dedicata allo storico leader socialista (CHI ERA - LA FOTOSTORIA). "Un incontro? Non sono io a decidere, sono certa che il presidente saprà trovare le forme giuste", ha risposto dal cimitero di Hammamet, in Tunisia, dove sono in corso le celebrazioni per l’anniversario (FOTO).  

A centinaia ad Hammamet. La vedova: "Commossa"

Alcune centinaia di persone sono arrivate al cimitero cristiano di Hammamet per la cerimonia a 20 anni esatti dalla morte di Bettino Craxi, che qui é sepolto. "Sono venuti in mille, come quelli di Garibaldi - ha sottolineato Stefania Craxi -. La testimonianza che Craxi è vivo, al contrario dei tanti morti che pretendono di discutere sui suoi errori prima ancora che sui loro". "Sono molto commossa, la fiducia di questi amici e compagni è più grande di quanto pensassi, sono passati 20 anni e Bettino è ancora nei cuori di tanti”, ha dichiarato la vedova Anna Craxi ai microfoni di Sky Tg24. In tanti hanno il simbolo del Psi appuntato all’occhiello, molti un garofano rosso nella tasca della giacca e spunta anche qualche bandiera rossa delle sezioni del partito. Dietro la tomba sono state appese le bandiere di Italia e Tunisia, più due del Partito socialista e una dei giovani socialisti. All’uscita dal cimitero l'ex ministro e vicesegretario del Psi, Claudio Martelli, ha scambiato un breve saluto con Anna Craxi.

Chi c'è e chi no

Tra i presenti, molti esponenti della vecchia guardia del Psi, come Ugo Intini, o di oggi come il senatore Riccardo Nencini, e parlamentari di Forza Italia tra cui Alessandro Cattaneo e Simone Baldelli. Il sindaco Pd di Bergamo Giorgio Gori è presente a titolo personale. Ci sono tra la piccola folla i giornalisti Alessandro Sallusti e Luigi Bisignani. Sulla tomba di Craxi una corona di garofani rossi e molti altri garofani sparsi. Dietro la lapide, semplice e a livello del terreno, con la bandiera italiana e tunisina gli stendardi del Partito socialista e del Nuovo partito socialista. Manca invece una delegazione ufficiale di Pd e Lega. "Il Pd e la Lega assenti qui ad Hammamet? Molti italiani fanno a meno sia del Pd che della Lega e forse anche noi socialisti possiamo fare a meno di entrambi", replica il figlio dell'ex premier, Bobo Craxi.

Bobo Craxi: "Vittima di persecuzione senza pari"

"La nostalgia è un sentimento nobile se la riferiamo ai sentimenti, se pensiamo alla politica non si fa politica con la testa rivolta a ieri, ce lo ha insegnato lui, però ci ha anche insegnato la necessità che non fosse smarrito ciò che fece in vita sul piano politico”, ha aggiunto Bobo Craxi ai giornalisti dopo la cerimonia al cimitero. "C'è una duplice lettura, siamo obbligati al ricordo e alla memoria, ma anche obbligati a ricordare che fu vittima di una persecuzione senza pari, come disse il presidente della Repubblica 10 anni fa - ha ribadito il figlio di Bettino -. La testimonianza di oggi è che è lampante il fatto che sia una figura che rimarrà nella storia e a cui molti italiani sono legati".

Lo speciale di Sky Tg24

Domenica 19 gennaio alle 21.15 andrà in onda su Sky Tg24 e Sky Arte (e alle 23.05 su Sky Cinema Due) “Il caso Craxi – Una storia italiana”, docufilm che ripercorre la parabola politica e umana dello storico leader socialista. Su Sky Tg24 il doc sarà presentato all’interno di un approfondimento, in onda dalle 21 e condotto da Fabio Vitale, per capire cosa rimanga oggi dell’eredità di un personaggio sicuramente importante quanto discusso. In studio il giornalista Piero Colaprico, l’ex ministro Cirino Pomicino e lo storico Andrea Spiri.

Data ultima modifica 19 gennaio 2020 ore 12:45

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