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Pd, la svolta di Zingaretti. Renzi: "Se fanno come Corbyn ci aprono un'autostrada"

Grandi manovre in vista per M5S e Pd

3' di lettura

Il segretario dem ha annunciato che dopo la tornata elettorale in Emilia Romagna, sarà creato un "partito nuovo". Sala chiede un "piano strategico per l'Italia". Orfini: "Bene cambio idee, ma non sia fuffa". Delrio: "Percorso interessante e utile"

“Vinciamo in Emilia-Romagna, e poi cambio tutto: sciolgo il Pd e lancio il nuovo partito”. Con queste parole Nicola Zingaretti - in un colloquio con Repubblica - ha annunciato la fine del Partito Democratico, a 13 anni dalla sua nascita (LA STORIA DELLE PRIMARIE - VITTORIE, SCONFITTE, SCISSIONI). Un annuncio, quello del segretario, che ha subito innescato una serie di reazioni nel mondo politico. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha chiesto che venga messo in atto un "piano strategico per l’Italia". "Voglio prendere sul serio questa svolta. Ma perché non sia solo fuffa, c'è bisogno di chiarezza su alcuni punti", precisa invece il parlamentare del Pd Matteo Orfini. Mentre il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, avverte: "Se nel Pd fanno come Corbyn, allora ci aprono un’autostrada".

Zingaretti: "Penso a un partito nuovo"

Il piano di Zingaretti parte dal presupposto che, "in questi mesi, la domanda di politica è cresciuta, non diminuita. E noi dobbiamo aprirci e cambiare per raccoglierla". "Non penso a un nuovo partito, ma a un partito nuovo", ha spiegato, "un partito che fa contare le persone ed è organizzato in ogni angolo del Paese". "La nuova legge elettorale ci indica una sfida: dobbiamo costruire il soggetto politico dell'alternativa, convocando un congresso con una proposta politica e organizzativa di radicale innovazione e apertura". Per il segretario è necessario anche aprirsi "alla società e ai movimenti che stanno riempiendo le piazze in queste settimane. Non voglio lanciare un'opa sulle sardine, rispetto la loro autonomia: ma voglio offrire un approdo a chi non ce l'ha". Mentre su un eventuale cambio di nome del Pd, Zingaretti si è limitato a dire: "Lo decideremo".

Renzi: "Se nel Pd fanno come Corbyn allora ci aprono autostrada"

Le parole del segretario dem hanno incontrato approvazione ma anche critiche. Renzi, in un'intervista al Corriere, oggi spiega: "Sono l’ultimo a poter parlare del dibattito del Pd. Ma ho rispetto per Zingaretti e i suoi: se pensano che la soluzione sia davvero aprire alle sardine, alla società civile recuperando un rapporto con la Cgil o assorbendo Leu, noi di Italia viva non saremo in difficoltà". "Anzi", incalza, "ci si apre un’autostrada. Spostandosi sulla piattaforma di Corbyn o di Sanders si perde. Noi siamo un’altra cosa: radicalmente riformisti". Mentre sul governo, ammette: "È fondamentale che cambi passo sulla crescita".

Sala: "Serve piano strategico". Orfini: "Cambio non sia fuffa"

In casa dem, al segretario Zingaretti è arrivato un invito dal sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha chiesto un "piano strategico per l'Italia" che contenga prima di tutto "la visione dello sviluppo industriale e del lavoro per il nostro Paese". "Le campagne elettorali sono inevitabili e sono momenti faticosi, in alcuni casi sai quando arrivano in altri no, ma noi dobbiamo essere preparati ogni singolo giorno", ha aggiunto. Mentre Matteo Orfini ha accolto l'idea di Zingaretti: "Bene, lieto che questi mesi abbiano fatto maturare ed evolvere la sua posizione". Ma ha chiesto chiarezza su alcuni punti. Mentre il capogruppo al Pd della Camera, Graziano Delrio, ha aggiunto: "Sarà un percorso interessante e credo utile per il nostro Paese e per il nostro partito".

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