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Riforma Mes, è polemica: Salvini attacca, i deputati M5s chiedono vertice di maggioranza

4' di lettura

Il leader della Lega accusa il premier Conte di non aver coinvolto il Parlamento nelle modifiche al Meccanismo europeo di stabilità. La precisazione di Palazzo Chigi: "Nessun accordo siglato". E dal Mef: "Il ministro Gualtieri ha già chiesto di essere sentito in Aula"

È polemica sulla riforma del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità che nel 2011 permise il salvataggio della Grecia. La bufera, iniziata ieri dopo le accuse di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni di aver dato l’ok alla riforma senza il necessario parere del Parlamento, non si è placata dopo la precisazione e le rassicurazioni di Palazzo Chigi. Oggi le fibrillazioni sono ache all’interno della maggioranza, con i deputati M5s della commissione Finanze che chiedono a Di Maio di “convocare un vertice di maggioranza, perché sul Mes noi non siamo d'accordo". In giornata è arrivata anche una precisazione del Mef, che precisa che il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha chiesto al Parlamento di essere ascoltato sul tema e che il suo intervento è già calendarizzato per il 27 novembre.

Deputati M5s chiedono vertice di maggioranza

"Il Parlamento aveva dato un preciso mandato al Presidente del Consiglio. La discussione sul Mes deve essere trasparente, il Parlamento non può essere tenuto all'oscuro dei progressi nella trattativa e non è accettabile alcuna riforma peggiorativa", hanno spiegato nella loro nota i deputati M5S della commissione Finanze.

Palazzo Chigi: “Parlamento è sovrano”. Italia punta a rinvio riforma

Oggi fonti di governo sono tornate a precisare che sulla ratifica della revisione del Meccanismo europeo di stabilità il Parlamento “è sovrano”.  Il premier Conte respinge ogni polemica visto che sul tema – sottolineano le stesse fonti - non c'è alcuna emergenza. Conte – si precisa ancora - già a giugno ha chiarito al Consiglio Ue che la revisione del Mes va inserita in un pacchetto di riforme. Senza una "logica del pacchetto", quindi, l’Italia, al Consiglio Ue di dicembre, punterà al rinvio della riforma.

L’attacco di Salvini e la precisazione di Palazzo Chigi

Ieri Palazzo Chigi aveva precisato che “nessun accordo” sulla riforma del Mes “è stato ancora siglato e che le discussioni sono in corso”. Una replica a cui Palazzo Chigi è stato costretto dopo l'attacco di Salvini al premier: "Vorrei chiedere a Conte se nei mesi passati ha firmato, magari di nascosto o di notte, un accordo in Ue per cambiare il Mes”. Il leader della Lega aveva parlato di “tradimento”: “Se qualcuno” ha dato l’ok - ha detto - “lo dica prima che sia tardi e si ponga rimedio altrimenti sarà alto tradimento e per i traditori il posto giusto è la galera". Nella sua nota Palazzo Chigi ha aggiunto che "la sottoscrizione della revisione del Mes è calendarizzata per dicembre e il ministro Gualtieri ha già chiarito, per iscritto, la sua disponibilità a riferire alle Camere”. Oggi Salvini è tornato a chiedere che Conte vada in Parlamento a riferire sulla questione.

Cos’è il Mes

Il Mes è il meccanismo permanente di stabilizzazione finanziaria d'Europa creato nel 2011 per far fronte agli choc innescati dalla crisi del debito sovrano nell'Eurozona ed è il mezzo con cui è stato realizzato il salvataggio della Grecia. Nato dalle modifiche al Trattato Europeo approvate il 23 marzo 2011 e sottoscritto dai Paesi dell'eurozona l'11 luglio 2011, ha sostituito il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf). Il Mes mette a disposizione risorse finanziarie ai Paesi in difficoltà ma solo a condizione che sia rispettato un piano di risanamento economico elaborato sulla base di un'analisi di sostenibilità del debito pubblico compiuta, nella versione attuale, dalla Commissione europea insieme al Fondo monetario internazionale e alla Banca centrale europea.

In cosa consiste la riforma del Mes

La riforma dell'Esm prevede una semplificazione di una delle due linee di credito precauzionali che un Paese può chiedere in caso di necessità (per ottenerla non sarà più necessario un memorandum of understanding ma una lettera di intenti), ma aggiunge condizionalità legate all'aderenza alle regole del patto di stabilità, che come noto l'Italia non rispetta in pieno. Inclusa anche la riforma delle "clausole di azione collettiva" (Cacs) negli eventuali casi di ristrutturazione del debito sovrano di uno Stato membro. In sostanza, dal 2022, sarà più semplice ottenere l'ok della platea degli azionisti per approvare la ristrutturazione di un debito sovrano, perché dalle attuali regole che richiedono una doppia maggioranza, si passerà a una maggioranza unica. La discussione sulla riforma proseguirà al prossimo Eurogruppo, in programma il 4 dicembre, e il 13 dicembre al vertice dei capi di Stato. In caso di accordo, il Parlamento sarà chiamato a ratificarlo l'anno prossimo.

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