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Caso Siri, M5s sul blog: “Servono dimissioni, la Lega dia spiegazioni”

Salvini: Siri innocente fino a fine processo

4' di lettura

In un post sul Blog delle Stelle, il Movimento pone agli alleati quattro domande sul caso del sottosegretario del Carroccio indagato per corruzione: "Riteniamo che chiarimento sia necessario e non più rimandabile". Per il M5s la Lega "tenta di distogliere l'attenzione"

Il Movimento 5 stelle insiste: Armando Siri, il sottosegretario ai Trasporti della Lega indagato per corruzione, si deve dimettere. È quanto ribadisce un post sul blog delle Stelle intitolato "Quattro domande alla Lega sul caso Siri", in cui il M5s elenca quattro quesiti per "un chiarimento necessario e non più rimandabile" sulla vicenda. "Quali sono i reali rapporti tra Siri, la Lega e Paolo Arata?”, chiede il Movimento. “Perché Siri ha presentato più volte delle proposte, sempre bloccate dal M5S, per incentivare l'eolico? Perché Siri si è contraddetto, cambiando versione più volte? Giorgetti sapeva che era figlio di Arata e dei rapporti del padre con Nicastri". Queste le quattro domande poste agli alleati di governo del Movimento. Ma Matteo Salvini non molla: "resterà al suo posto", ribadisce. E dalla difesa di Siri arriva una prima replica: "Siamo pronti a chiarire", ma "nelle rispettive sedi istituzionalmente competenti", afferma l'avvocato Fabio Pinelli, difensore del sottosegretario leghista. Ma Di Maio insiste: "Stiamo parlando di un membro del governo coinvolto in un'indagine per corruzione che parla di mazzette e in odore di mafia", afferma il vicepremier. "Armando Siri - che sicuramente sarà giudicato innocente - mentre si difende deve stare lontano dalle istituzioni". Di Maio poi incalza: "Qui nessuno sta aprendo una crisi di governo, però io non posso accettare che una persona in quella indagine con questi dubbi resti lì come sottosegretario".

"Situazione richiede una spiegazione ai cittadini"

"Abbiamo visto il sottosegretario Siri smentirsi nell'arco di 24 ore. Lo abbiamo visto dire in un primo momento che non si era mai occupato di eolico e di non sapere chi fosse Arata", continua il post del M5s. "Il giorno dopo, però, ha cambiato versione, ammettendo di aver presentato degli emendamenti sull'eolico e di conoscere anche Paolo Arata", si legge nel ancora nel post. "Chi è Paolo Arata? Paolo Arata è ritenuto da molti il 'faccendiere' di Vito Nicastri, considerato, quest'ultimo, un fedelissimo di Matteo Messina Denaro. A certificare i rapporti tra gli Arata e Nicastri c'è anche una foto pubblicata dai media, dove si vede proprio Nicastri dal balcone, agli arresti domiciliari, mentre parla con uno dei figli di Paolo Arata", continuano i 5 stelle. "Ma in questi giorni abbiamo letto anche del caso dell'assunzione a Palazzo Chigi di uno dei figli di Paolo Arata. Assunzione fatta dal sottosegretario Giorgetti. Nulla contro il figlio di Arata, ma quest'assunzione, legata alle ultime inchieste, pone sicuramente un problema di 'opportunità' politica e richiede una spiegazione ai cittadini", attacca ancora il Movimento.

M5s: "Lega tenta di distogliere l'attenzione dal caso Siri"

Sulla vicenda la tensione tra gli alleati di governo resta alta: fonti parlamentari del M5s affermano infatti che sono in atto tentativi della Lega “per distogliere l'attenzione sul tema principale”. Sottolineano dal Movimento: “Le stanno provando tutte: prima gli attacchi gratuiti alla Raggi, poi la foto di Salvini con il mitra e ancora la reintroduzione della leva obbligatoria. Una dopo l'altra per provare ad oscurare quella che per noi rimanere la notizia principale sulla quale non possiamo soprassedere: l'inchiesta per corruzione che vede il coinvolgimento del sottosegretario Siri", ribadisce il M5s. "Di mezzo ci sarebbero legami con la mafia. E questo governo non deve avere alcuna ombra, non può essere accostato lontanamente a fatti di corruzione e mafia. Siri faccia un passo di lato e chiarisca" insistono dal Movimento 5 Stelle.

Toninelli: "Non può stare nel governo, Siri faccia un passo indietro"

A intervenire sul caso che scuote la maggioranza è anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che gela Siri: "Se il governo si chiama governo del cambiamento, mi dispiace per lui, ma non può starci", afferma. "Una persona che ha un'ombra addosso e che deve avere la possibilità di chiarire e giustificare, deve fare quel giusto passo di lato, per impegnare tutte le sue risorse a provare di essere innocente", sottolinea il minitro pentastellato.

Data ultima modifica 23 aprile 2019 ore 21:32

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