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Italia-Francia, Salvini invita Castaner a Roma. Lui: non mi faccio convocare ma lo accolgo

6' di lettura

Tensione tra i due Paesi dopo la decisione di Parigi di richiamare l’ambasciatore. Il vicepremier: non convoco nessuno, sarò lieto di ospitarlo. La ministra Loiseau: “La ricreazione è finita”. Di Maio: “Nessuna lite, ma Macron è un avversario”. Fico: “Abbassare i toni”

Dopo il duro scontro delle ultime ore fra Roma e Parigi (LE TAPPE DELLA CRISI - I MEME PIÙ DIVERTENTI), il vicepremier Matteo Salvini ha scritto al collega francese Christophe Castaner per invitarlo a Roma "per un confronto e un proficuo scambio sui dossier aperti" e per "confermare una concreta volontà di collaborazione" fra i due Paesi che "da sempre condividono solidi rapporti bilaterali". La replica del ministro dell'Interno francese a Bfm-Tv all'inizio è secca - "Non mi faccio convocare" da nessuno - ma poi aggiunge di essere pronto ad accogliere a sua volta il leader della Lega. Che a sua volta risponde: "Ovviamente io non voglio né posso convocare nessuno: sarò lieto di ospitare in Italia, il prima possibile, il mio collega francese per discutere e risolvere i problemi". Sulle tensioni in corso è intervenuto anche il presidente della Camera, Roberto Fico, secondo cui “le istituzioni italiane e francesi, le relazioni tra gli Stati al di là della politica, sono ben salde, forti". La Francia, sempre in giornata, ha fatto anche sapere di aver cambiato idea sugli immigrati della Sea Watch e di non volerli più: "Prenderemo solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici". Accordo questo, che sembra piacere a Salvini: "Confermo un vivo interesse per la collaborazione offerta".

Castaner: sono pronto anch'io ad accogliere Salvini

Dopo la prima dura reazione all’invito di Salvini, Castaner ai microfoni di Bfm-Tv ha detto: "Sono pronto anch'io ad accoglierlo. Penso che le missioni diplomatiche non debbano farsi di nascosto ma in modo ufficiale". "Ieri - ha aggiunto - ero con il segretario di Stato di Salvini in un consesso europeo e abbiamo discusso, incluse le questioni migratorie. Il dialogo è costante tra noi, bisogna fare in modo che sia rispettoso. Invito tutti ad entrare in questo quadro".

Francia: "La ricreazione è finita"

A spiegare meglio la mossa di ieri della Francia di richiamare l'ambasciatore ci hanno pensato nella giornata di venerdì sia il portavoce dell'Eliseo che la ministra francese per gli Affari europei. "Era importante dare un segnale", ha detto il primo. Mentre la ministra Nathalie Loiseau ha spiegato che "non è un atto di drammatizzazione ma un modo per dire che la ricreazione è finita". E quanto alla recente visita del vicepremier italiano, Luigi Di Maio, ai gilet gialli, Loiseau denuncia "una ingerenza fuori luogo, un gesto ostile da persone che sulla carta sono governanti e la cui priorità dovrebbero essere gli interessi degli italiani" (LE TAPPE DELLA CRISI). Con la visita ai gilet gialli, per la ministra francese Loiseau, Di Maio ha dimostrato sostegno "non a un leader politico ma a qualcuno che ha lanciato un appello alla guerra civile, al rovesciamento del presidente, a un governo militare, una cosa mai accaduta prima".

Di Maio: ho il diritto di incontrare altre forze

"Io ho il diritto di incontrare altre forze politiche e collaborare allo stesso tempo con il governo francese", risponde Luigi Di Maio, capo politico del M5S, secondo cui "in corso non c'è alcuna lite". "Con Macron siamo avversari politici - aggiunge - ma facciamo parte di governi di popoli che sono amici". Cerca di smorzare i toni il presidente della Camera Roberto Fico che, interpellato sul sostegno del M5s (di cui fa parte, ndr) ai gilet gialli, replica: "Stiamo parlando di politica da questo punto di vista, di elezioni europee, e quindi non è un dato che mi interessa. A me interessa molto di più la questione istituzionale che con la Francia va avanti". E sul richiamo dell’ambasciatore aggiunge: "Da questo punto di vista osservo una reciprocità nei rapporti tesi e non unilateralismo"'. Ma, secondo il presidente della Camera, bisogna “affrontare tutte le questioni sempre, perché così si deve fare all'interno dell'Unione Europea; affrontare le questioni con i nostri vicini, abbassare i toni e le istituzioni possono lavorare”.

Air France si sfila

Nelle stesse ore, però, fonti di stampa diffondono la notizia che Air France si starebbe ritirando dalla corsa per Alitalia. Una scelta questa "dovuta a motivi politico-istituzionali". Questo è quanto riferisce il Sole 24 Ore che cita "fonti autorevoli". Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio però interviene subito per smentire che la decisione sia legata alle recenti tensioni tra i due Paesi: "Sto seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi. L'entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso". La mossa, se confermata, (al momento non è stata nemmeno smentita) complicherebbe la ricerca di un partner industriale per Ferrovie nell'operazione che punta al rilancio della compagnia aerea italiana. Che, nel frattempo, continua a spendere la cassa del prestito ponte da 900 milioni. 
 

Italia-Francia: uno scontro che si gioca sul piano economico

Data ultima modifica 08 febbraio 2019 ore 20:00

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