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Caso Diciotti, Conte: “Mi assumo la responsabilità”. Salvini: “No al processo”

7' di lettura

Incontro tra Di Maio e i senatori M5s della Giunta. Di Battista: "Credo che voteremo sì all'autorizzazione a procedere". Il ministro dell'Interno: "Sui barconi si infiltrano spacciatori, delinquenti, terroristi. Per me è difendere i confini del mio Paese". 

"Mi assumo la piena responsabilità politica di quello che è stato fatto. Non sarò certo io a suggerire ai senatori cosa votare, saranno i senatori che giudicheranno la linea politica del governo". Il premier Giuseppe Conte risponde così ad una domanda sull'autorizzazione a procedere contro il ministro dell'Interno Matteo Salvini, aggiungendo che se avesse ritenuto illegittima la linea seguita "sarei intervenuto". Parole che complicano ulteriormente la vicenda della nave Diciotti, per la quale Salvini è accusato di sequestro di persona (Caso Diciotti, il voto online dei 5 stelle su Matteo Salvini. LIVE). Il leader della Lega ha inviato una lettera al Corriere della Sera, sottolineando come la decisione di non far sbarcare i migranti sia stata presa "nell'interesse pubblico" e per questo ha chiesto di "negare l'autorizzazione a procedere ai giudici" (I TEMPI DELLA GIUNTA DEL SENATO PER LE AUTORIZZAZIONI). Il leader della Lega ha poi ribadito su La7: "Ci sono segnalazioni precise che sui barconi si infiltrano spacciatori, delinquenti, terroristi. A ogni barcone che arriva in Italia illegalmente dirò di no. Se per qualche magistrato è sequestro di persona, per me è difendere i confini del mio Paese". In serata Luigi Di Maio ha visto i senatori pentastellati membri della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato per decidere la linea. Uno dei leader del M5s Alessandro Di Battista ha detto: "Credo proprio che voteremo a favore del sì alla autorizzazione a procedere”. Nel frattempo, Salvini si è detto disponibile a far sbarcare i 47 migranti che si trovano a bordo della Sea Watch da giorni, a patto che poi siano trasferiti in altri Paesi.

L’appello di Salvini

"La mia vicenda giudiziaria è strettamente legata all'attività di ministro dell'Interno e alla ferma volontà di mantenere gli impegni della campagna elettorale", ha spiegato il vicepremier, accusato di sequestro di persona. "Non rinnego nulla e non fuggo dalle mie responsabilità di ministro - aggiunge - Sono convinto di aver agito sempre nell'interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo". "La valutazione del Senato è vincolata all'accertamento di due requisiti (ciascuno dei quali di per sé sufficiente a negare l'autorizzazione): la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o il perseguimento di un preminente interesse pubblico", continua il leader della Lega. "Dopo aver riflettuto a lungo su tutta la vicenda, ritengo che l'autorizzazione a procedere debba essere negata. E in questo non c'entra la mia persona. Innanzitutto, il contrasto all'immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico, posto a fondamento di precise disposizioni", sottolinea Salvini. "In secondo luogo, ci sono precise considerazioni politiche. Il governo italiano, quindi non Matteo Salvini personalmente, ha agito al fine di verificare la possibilità di un'equa ripartizione tra i Paesi dell'Ue degli immigrati a bordo della nave Diciotti. Questo obiettivo - conclude - emerge con chiarezza dalle conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno del 2018".

Il voto del Movimento Cinque Stelle

Sul tema saranno però chiamati ad esprimersi i parlamentari, quando la richiesta di autorizzazione a procedere per Salvini, in arrivo dal Tribunale dei ministri di Catania, dovrà essere votata in Senato. Nei giorni scorsi la Lega ha affermato che “processare Salvini è processare il governo” e il vicepremier Di Maio si è detto d'accordo: "Sono scelte di tutto il governo". Lo ha confermato anche la ministra Giulia Grillo, intervistata da Sky tg24. Nonostante questo, il Movimento Cinque Stelle si è dichiarato pronto a votare a favore del procedimento. Una linea ribadita oggi dalla presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Sarti: "Salvini ha chiesto libertà di coscienza che però non è la nostra posizione. Avete già visto quello che ha dichiarato il vicepremier Di Maio domenica sera: la nostra posizione sulle autorizzazioni a procedere credo sia risaputa". Non è ugualmente convinto invece Emilio Carelli, parlamentare del M5S. "Io adesso non so se voteremo sì o no, perché le cose son cambiate in queste ultime ore. Ripeto, a mio parere dobbiamo aspettare quello che si diranno Salvini e Di Maio in queste ore". "È giusto e anche lecito che una persona possa cambiare opinione", ha aggiunto Carelli. "Dobbiamo ricordare che la decisione fu collegiale, non fu solo di Salvini. Quindi Conte e Di Maio si dovrebbero ricordare di essersi associati a questa decisione e chiedere a loro volta di essere processati".

Di Battista: “È una Repubblica fondata su Salvini”

 “Sembra una Repubblica fondata su Salvini, non sul lavoro", ha commentato Alessandro Di Battista, che ha aggiunto: "Qualora fosse successo a Di Maio, avrebbe rinunciato all’immunità. Ritengo che Conte debba scrivere una documentazione, un atto formale, al Tribunale dei ministri e alla Giunta per le Autorizzazioni in sui si dice che quella scelta, giusta o meno che fosse, è stato un atto condiviso di governo. Processare Salvini non è giusto". Secondo Di Battista il Movimento voterà a favore dell’autorizzazione a procedere. “Poi cercheremo una soluzione tutti assieme". "Mancano due settimane – ha aggiunto -, si mettano intorno a un tavolo Salvini, Di Maio, Conte e Toninelli per trovare una soluzione che rafforzi il governo. Può cambiare tutto in 24 ore, è cambiata la versione di Salvini. Gli consiglio di rinunciare a immunità, allo stesso tempo credo che Conte debba assumersi anche formalmente questa responsabilità".

Il ministro grillo a Sky tg24 sul caso diciotti

Data ultima modifica 29 gennaio 2019 ore 20:00

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