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Trieste, vicesindaco butta le coperte di un clochard: bufera su Paolo Polidori

Paolo Polidori in una foto dal suo profilo Facebook e il post successivamente cancellato
3' di lettura

Il leghista Polidori ha scritto su Facebook di aver buttato stracci e indumenti di un senzatetto "con soddisfazione". Il Pd chiede le dimissioni. Lui si difende: "Non sono razzista". In Friuli polemiche per la filastrocca anti-migranti di un consigliere di Monfalcone

Prima, il vicesindaco leghista di Trieste, Paolo Polidori, che via social annuncia di avere gettato "con soddisfazione nel cassonetto" le coperte di un clochard come avrebbe fatto "un normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città". A stretto giro di posta, il collega di partito, l'assessore alla Sicurezza del Comune di Monfalcone (Gorizia), Massimo Asquini, che sul suo profilo Facebook pubblica una filastrocca che denigra i migranti. Non accenna a placarsi la polemica scaturita da due post pubblicati dagli esponenti leghisti del Friuli Venezia Giulia che dal 4 gennaio sono stati subissati da commenti molto critici.

Polidori butta coperta di un senzatetto

Tutto è iniziato venerdì 4 gennaio, quando Polidori spiega sul suo profilo Facebook di avere "visto un ammasso di stracci buttati a terra" e non vedendo nessuno, aveva pensato "fossero stati abbandonati". Dopo le critiche, il vicesindaco cancella il post. E oggi, corregge il tiro: "il mio gesto, forse eclatante - sostiene - è stato travisato. Non sono razzista, non ce l'ho con il clochard - spiega - ma con la situazione". Una situazione, dice, che è stata "strumentalizzata da altri partiti politici" e "pompata dai media". "Non ho gettato effetti personali, ma solo coperte e degli stracci". Si tratta, ricorda, di un cittadino "romeno", "con precedenti penali" e su cui pende "un provvedimento di  allontanamento da Trieste da parte della Questura". Mentre dal sindaco, Roberto Dipiazza, arriva un eloquente "no comment" e il Pd triestino in blocco ne chiede le dimissioni, in difesa di Polidori interviene il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, che afferma: "Andare a dire che il vicesindaco di Trieste lascia per strada al freddo una persona senza coprirsi è una falsità colossale che bisogna negare". Forse, fa notare, ha sbagliato nei modi". Unanime il dissenso dai parlamentari del Pd e di LeU: da Matteo Renzi a Laura Boldrini, da Debora Serracchiani a Nicola Fratoianni, che chiedono non soltanto la rimozione del vicesindaco del Carroccio, ma anche quella del collega di partito monfalconese, Asquini. Alle critiche si uniscono anche gli alleati di governo della Lega: "Quello del vicesindaco Polidori è un gesto intollerabile che mortifica l'intera comunità di Trieste e la danneggia", dichiara la deputata triestina del Movimento 5 Stelle, Sabrina De Carlo. "La mia Trieste è una città solidale, aperta, tollerante, accogliente, civile e umana. Non possiamo tollerare chi maltratta e discrimina i più deboli", conclude De Carlo.

Il caso di Monfalcone

L'assessore alla Sicurezza di Monfalcone, Massimo Asquini, è invece protagonista di un'altra polemica nata dopo la filastrocca postata sul suo profilo Facebook. Questo il testo: "Il migrante vien di notte con le scarpe tutte rotte; vien dall'Africa il barcone per rubarvi la pensione; nell'hotel la vita è bella nel frattempo ti accoltella; poi verrà forse arrestato e l'indomani rilasciato". Immediata l'indignazione del web e dell'opposizione. Lui nel frattempo minimizza: "Non c'è nulla di offensivo, è quello che tutti gli italiani pensano". 

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