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Ddl anticorruzione, Conte: "Testo cambierà al Senato, ok a fine anno"

3' di lettura

Tregua tra Di Maio e Salvini dopo un vertice a tre con il premier. Ieri la maggioranza è stata battuta alla Camera. Non sarà posta la fiducia, sarà necessaria una terza lettura del provvedimento. Il presidente del Consiglio assicura: "Lo approveremo entro fine dicembre"

I due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini raggiungono una tregua sul ddl anticorruzione (COSA PREVEDEdopo l'incidente nella maggioranza, andata sotto alla Camera su un emendamento che riforma il peculato, approvato con il voto segreto. Non sarà posta la fiducia, anche per impraticabilità tecnica e di tempi: all'incidente si rimedierà al Senato, annuncia il premier Giuseppe Conte, che come in altre occasioni in cui M5s e Lega hanno registrato distanze su temi parlamentari è intervenuto a ridurre le differenze. Il che, però, vuol dire che sarà necessaria una terza lettura, con un inevitabile slittamento dell'approvazione finale. Ma, comunque, assicura Conte, "approveremo il ddl entro la fine dell'anno". Il sereno nella maggioranza è tornato dopo un vertice tra i due vicepremier e Conte. E per rendere plastica la ritrovata sintonia, ma anche e soprattutto per “presidiare” il Parlamento, Conte, Salvini e Di Maio si presentano alla Camera e poi insieme si sono seduti ai banchi del governo. Il provvedimento tornerà in Aula domani, 22 novembre, alle 9, anziché venerdì 23.

Approvazione entro dicembre 2018 

Dopo il ko sull'emendamento sul peculato, sembra essere stato quindi risolto il nodo tecnico. Ci saranno tre letture sul ddl, la norma sarà corretta al Senato e poi tornerà alla Camera. Ma il Movimento 5 stelle chiederà all'alleato di rispettare i patti. E di accelerare con il via libera definitivo del cosiddetto 'spazza-corrotti' entro dicembre del 2018. Il timore dei pentastellati è quello di lasciare alla Lega l'approvazione del dl sulla sicurezza senza aver ottenuto il semaforo verde sullo stop alla prescrizione. "Proseguiremo nella valutazione degli emendamenti e del testo", garantisce Conte. Un ingorgo delle leggi? "Saremo ottimi vigili urbani".

Di Maio: “Non vanno salvati politici che rubano”

La tregua tra Di Maio e Salvini non cancella però i dubbi e i sospetti reciproci. Salvini ribadisce la posizione di ieri dopo il voto sull'emendamento Vitiello: "Il voto segreto non piace, perché mi piace la gente che dice quello che fa. Col voto segreto vai a fare la caccia alle streghe, è stato lui, è stato l'altro... La Lega è abituata a rispettare gli impegni presi e questo faremo". L'incidente di ieri - ha detto Di Maio – è "stato fatto per affossare il ddl anticorruzione. È evidente a tutti che noi non siamo stati perché noi quando abbiamo qualcosa da dire contro; lo diciamo pubblicamente e non ci nascondiamo con il voto segreto". E Salvini ribadisce: "quello di ieri è stato solo un incidente", ma prosegue: "non sarà l'ultimo", quasi a conferma che i fronti ancora aperti sono diversi.

Governo pronto a "metterci la faccia"

Il governo ha intenzione di "metterci la faccia" sul provvedimento, hanno spiegato questa mattina fonti dell'esecutivo. In Aula sono arrivati oltre ai due vicepremier, Salvini e Di Maio, anche il premier Conte. Decisione presa ieri in Cdm dove la tensione - viene riferito – è salita al massimo. Con la convocazione dei due capigruppo della maggioranza, D'Uva e Molinari. Mentre oggi il clima nell'Aula di Montecitorio si è ulteriormente riscaldato, con le opposizioni che chiedono di avere delucidazioni sul modo della maggioranza di andare avanti.

Data ultima modifica 21 novembre 2018 ore 21:52

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